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6 Ottobre 2022
17:43

Ore di ansia per i writer italiani arrestati in India, venerdì udienza decisiva: si punta alla multa

L’udienza decisiva per i writer venerdì. Non sono mancati riferimenti al caso dei Marò da parte di alcuni giornali nazionalisti ma i reati contestati però sono decisamente meno rilevanti.
A cura di Antonio Palma
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Sono ore di ansia per i famigliari dei quattro writer italiani arrestati in India dopo essere stati scoperti dalla polizia mentre erano impegnati in una delle loro azioni con bombolette spray nella metropolitana della metropolitana di Ahmedabad nello stato federato del Gujarat.

L’udienza decisiva per la loro sorte giudiziaria è stata convocata per venerdì 7 ottobre. I quattro hanno scelto lo stesso legale italiano che sarà in contatto con un avvocato indiano che seguirà formalmente in caso e sarà presente all'udienza.

Il 24enne Gianluca Cudini di Tortoreto, in provincia di Teramo, il 29enne Baldo Sacha di Monte San Vito, provincia di Ancona, il 21enne Daniele Stranieri di Spoltore (Pescara) e il 27enne Paolo Capecci di Grottammare (Ascoli Piceno) si trovano ora nel carcere di Mumbai dove sono stati trasferiti dopo il fermo di polizia.

Qui stanno ricevendo le visite di esponenti del Consolato italiano che si è subito mobilitato per far ottenere loro tutti i diritti previsti. Come richiesto, infatti, in cella riceveranno abiti puliti, riviste, libri e cibo.

L'udienza probabilmente convaliderà l'arresto per i quattro writer italiani fermati dalla polizia del Gujarat, e accusati di avere dipinto su carrozze della metropolitana ma le conclusioni dipendono dalla scelta del giudice.

L’esito più favorevole è la chiusura del caso con il pagamento di una multa e dei danni causati alle carrozze dei treni valutati in circa 50mila rupie, oltre seicento euro. È l’ipotesi a cui punta la difesa visto che permetterebbe l'immediata libertà e il loro ritorno in Italia

Le altre possibilità dell’udienza sono conseguenza del rinvio a giudizio e sono rappresentate dalla libertà su cauzione in attesa del processo e infine quella peggiore della permanenza in carcere.

Spesso la decisione è anche frutto dell’attenzione mediatica sul caso che però in India dopo i primi articoli di stampa pare vada scemando. Non sono mancati riferimenti al caso dei Marò da parte di alcuni giornali nazionalisti che hanno ricordato la lunga battaglia legale e la scelta della polizia di non riservare ai quattro writer nessuna particolare attenzione come dimostra la foto diffusa ai media. In questo caso i reati contestati però sono decisamente meno rilevanti.

“Sono entrati nell'area tra due autobus parcheggiati e hanno scritto ‘TATA' con colori diversi fuori da entrambi gli autobus. Hanno anche scritto ‘TAS' sui pali elettrici e tra le due carrozze della metropolitana” ha spiegato la polizia, aggiungendo; “Durante l'interrogatorio è emerso che c'è una mania di disegnare tali graffiti in Europa e in America. Tali attività sono aumentate molto in questi paesi. Le persone arrestate sono anche dipendenti dalla pittura spray con graffiti. Quindi, ogni volta che ne hanno l'opportunità, si divertono a svolgere tali attività"

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