“Odio i bambini”: si finge supplente a scuola e insulta gli studenti, arrestata 23enne negli Usa
Per due ore è riuscita a comportarsi come se fosse davvero un'insegnante supplente, entrando in una scuola superiore di Milwaukee e arrivando fino alle aule. Poi, una volta rimasta sola con gli studenti, avrebbe iniziato a insultarli, fare commenti sessuali e razzisti, dividerli per sesso e razza e mettere musica rap ad alto volume.
A far scattare l'intervento del personale sono stati gli stessi ragazzi, che hanno raccontato quanto stava accadendo. La protagonista della vicenda è Amy Jones, 23 anni, ex studentessa della Rufus King International High School: secondo l'accusa si sarebbe finta una supplente pur non avendo alcun rapporto con la scuola o con l'agenzia che fornisce gli insegnanti temporanei.
Come Amy Jones è riuscita a entrare nella scuola
La vicenda risale al 24 settembre. Secondo la denuncia, Jones aveva già effettuato una sorta di sopralluogo nella scuola circa una settimana prima, entrando insieme agli studenti e muovendosi nell'edificio dopo aver superato il controllo di sicurezza. La mattina dell'episodio sarebbe tornata alla Rufus King, sempre mescolandosi ai ragazzi.
Una volta arrivata nell'ufficio principale avrebbe sentito alcuni dipendenti parlare della società che fornisce i supplenti. A quel punto si sarebbe presentata come una di loro e avrebbe firmato il registro con la dicitura "Amy Jones sub". Non lavorava però né per la scuola né per l'agenzia e non risultava tra i supplenti autorizzati dal distretto.
La circostanza che le ha permesso di arrivare fino a una classe è stata, secondo gli atti giudiziari, anche una coincidenza: quel giorno alla Rufus King mancavano otto insegnanti e soltanto sette supplenti erano stati assegnati per coprire le assenze. C'era dunque un posto scoperto e Jones sarebbe riuscita a occuparlo senza che nessuno verificasse la sua identità.
La scuola è stata costretta ad ammettere una falla nelle proprie procedure. La Milwaukee Public Schools ha spiegato che Jones aveva effettivamente superato il controllo di sicurezza, ma che l'ufficio non aveva verificato correttamente la sua presenza nel sistema Frontline, la piattaforma nella quale i supplenti devono risultare registrati e associati all'assenza di uno specifico insegnante. Il distretto ha annunciatop una revisione dei controlli e una nuova formazione per il personale.
Insulti razzisti e sessisti agli studenti, bodyshaming e musica rap
All'inizio, in effetti, la situazione non avrebbe destato particolari sospetti. Un vero insegnante avrebbe trascorso con Jones i primi venti minuti della lezione, preparando il materiale. Quando però è uscito dall'aula, la 23enne avrebbe iniziato il comportamento contestato dagli studenti.
Secondo la denuncia, avrebbe organizzato i ragazzi separandoli per razza e genere, utilizzato insulti razzisti e fatto commenti espliciti di natura sessuale. Avrebbe inoltre preso di mira alcuni studenti per il loro peso, l'aspetto fisico, la razza o le condizioni economiche. A un ragazzo avrebbe detto "fat boy", mentre ad alcuni studenti avrebbe rivolto commenti sul rischio che potessero diventare autori di sparatorie nelle scuole. Avrebbe poi chiesto se qualcuno avesse una sigaretta elettronica o della marijuana, lamentandosi che la lezione fosse "noiosa" e "fastidiosa".
Ciliegina sulla torta, Jones avrebbe anche acceso musica rap a volume molto alto e chiesto agli studenti se fossero gay o vergini, oltre a parlare di sesso davanti alla classe. Alcuni ragazzi avrebbero registrato parte di quanto stava accadendo. Dopo la lezione, gli studenti hanno raccontato tutto al personale scolastico e la polizia è intervenuta. Jones avrebbe comunque tenuto due classi prima di essere accompagnata fuori dall'edificio.
Interrogata dagli investigatori, la 23enne avrebbe ammesso candidamente di essersi finta supplente e spiegato di essere andata a scuola perché "si annoiava", aggiungendo di odiare i bambini e di voler semplicemente "f- around", cioè fare qualcosa per divertirsi. La polizia l'ha arrestata cinque giorni dopo l'episodio, in una struttura psichiatrica di West Allis dove si era ricoverata volontariamente. Jones non ha precedenti penali.
Ora deve rispondere di un'accusa di impersonificazione di un pubblico ufficiale e cinque accuse di esposizione di un minore a descrizioni dannose. Il 6 ottobre è comparsa davanti al tribunale della contea di Milwaukee: è stata disposta una cauzione personale da 5mila dollari, con il divieto di avere contatti con la scuola e con gli studenti coinvolti. La prossima udienza preliminare è fissata per il 20 ottobre.
Durante l'udienza, il suo avvocato Michael Cerniglia ha provato a spiegare che Jones soffrirebbe di disturbo bipolare e che al momento dei fatti avrebbe avuto un ‘episodio maniacale' dopo un ritardo nella consegna dei farmaci, rimanendo senza terapia.