Nuovo naufragio nell’Egeo: 20 morti, 3 sono bambini
Nuova tragedia nel Mar Egeo, dove la scorsa notte venti persone sono morte in seguito a un naufragio di un'imbarcazione salpata dalla Turchia e diretta in Grecia. Tra i corpi recuperati da una nave privata di una Ong che partecipa alle operazioni di salvataggio ci sono anche quelli di tre bambini. I sopravvissuti sono stati trasportati sull'isola di Agathonissi, dove sono in attesa di essere trasferiti in altre strutture di accoglienza del paese.
Quello della scorsa notte è solo l'ennesimo dramma della migrazione a largo delle coste greche, teatro da mesi di continui naufragi. La scorsa settimana uno dei più gravi ha visto la morte di almeno 36 persone, anche in quel caso tre erano minori. Secondo l'ultimo rapporto della Fondazione Migrantes nel 2015 i morti sono più che raddoppiati rispetto al 2014 e passando da 1.600 a 3.200, ben 700 dei quali sono bambini. Il commento di monsignor Gian Carlo Pelago, direttore di Migrantes, è stato assai duro: "L'Europa che trova sempre risorse per bombardare, non trova risorse per salvare vittime innocenti. L'operazione Triton non ha saputo rafforzare il salvataggio in mare delle vite umane rispetto all'operazione italiana Mare Nostrum: una vergogna che pesa sulla coscienza europea. L'Europa sembra ora – a fronte della minaccia terroristica – giustificare i muri e la chiusura delle frontiere, oltre che il disimpegno nel creare canali umanitari che avrebbero potuto oltre che salvare vite umane, combattere il traffico degli esseri umani, una delle risorse del terrorismo".
A dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante, è stato inoltre diffuso l'ultimo dossier dell'UNHCR sul numero dei rifugiati che per la prima volta dal 1992 ha superato, in tutto il mondo, la soglia dei 20 milioni, 700mila unità in più rispetto al 2014, solo considerando le persone sotto la protezione dell'Alto Commissariato Onu. Complessivamente il numero di esseri umani costretti a fuggire è stato invece stimato in 60 milioni.