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Nuove esplosioni in Siria, ieri la strage all’università di Aleppo

Diverse bombe a Idlib, nel nord del Paese, hanno provocato oggi oltre 20 vittime e decine di feriti. Intanto continua a salire il tragico bilancio all’università di Aleppo, colpita quando era piena di studenti. Il regime di Assad e i ribelli si addossano la responsabilità a vicenda.
A cura di Susanna Picone
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Diverse bombe a Idlib, nel nord del Paese, hanno provocato oggi oltre 20 vittime e decine di feriti. Intanto continua a salire il tragico bilancio all’università di Aleppo, colpita quando era piena di studenti. Il regime di Assad e i ribelli si addossano la responsabilità a vicenda.

Dalla Siria arrivano nuove notizie di diversi attentati multipli che hanno seminato morte nel nord del Paese e che aggravano un bilancio del conflitto che recentemente parlava di oltre 60mila vittime. Stando a quanto hanno riportato sia l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani che l’agenzia governativa Sana le esplosioni di oggi si sono verificate a Idlib, capoluogo dell’omonima provincia. Più di 20 le vittime, l’Osservatorio ha parlato di 24 morti, 22 secondo l’agenzia governativa. I feriti, invece, sono almeno una trentina. Secondo quanto riferito dall’organizzazione dell’opposizione sarebbero state tre le auto-bomba saltate in aria in rapida successione accanto a un edificio utilizzato da una delle branche dei servizi segreti di regime. I morti sarebbero in gran parte lealisti, distrutti dalle esplosioni anche alcuni veicoli governativi. I siriani continuano a morire anche nella provincia di Damasco, dove non si fermano i bombardamenti. In particolare è la città di Zabadani una delle più colpite delle ultime ore.

La strage di civili avvenuta ieri all'università di Aleppo – E le ultime esplosioni arrivano all’indomani della strage di Aleppo, dove ieri è stata colpita l’università. I morti accertati sono almeno 87 ma il bilancio è tragicamente destinato ad aumentare poiché sono centinaia i feriti di cui tanti in gravissime condizioni. I morti di Aleppo, secondo quanto ha fatto sapere l’Osservatorio con sede a Londra, sono soprattutto studenti universitari e rifugiati ospitati negli alloggi del campus. Nessuno, a oggi, ha ammesso la responsabilità dell’attacco: secondo fonti governative la strage è stata provocata da due razzi lanciati dai ribelli e finiti fuori bersaglio, secondo l’opposizione ad Assad, invece, la colpa è del regime. Entrambe le parti in guerra dicono, insomma, di non avere nulla a che fare con la carneficina. L’inviato di Damasco, Bashar Jaafari, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha definito l’attacco “un vile atto terroristico nei confronti degli studenti che sedevano nelle aule per gli esami di metà anno”.

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