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Norvegia, chiesti 7 anni di carcere per il figlio della principessa ereditaria: è accusato di stupro

Marius Borg Høiby deve rispondere di ben 39 capi d’imputazione, tra i quali quello per stupro e lesioni aggravate: rischia sette anni e sette mesi di carcere.
A cura di Davide Falcioni
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Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria norvegese Mette-Marit, rischia una pena di sette anni e sette mesi di carcere per 39 capi d'imputazione, tra i quali quello per stupro e lesioni aggravate. La richiesta è stata formalizzata oggi dai pubblici ministeri titolari dell'inchiesta e una sentenza potrebbe arrivare entro la fine di questa settimana. L'imputato – presente questa mattina in aula – si è difeso sostenendo di aver avuto rapporti sessuali consensuali con tutte e quattro le donne che oggi lo accusano; il giovane tuttavia si è dichiarato colpevole di alcuni reati minori come il possesso di un'ingente quantità di droga (3,5 chili), alcune infrazioni al codice della strada e una violazione di un ordine restrittivo. Marius Borg Høiby inoltre ha parzialmente ammesso di aver aggredito gravemente una donna nel suo appartamento, ma ha negato le accuse di abusi sessuali nei confronti della sua ex fidanzata Nora Haukland.

Il processo a Marius Borg Høiby – presso il tribunale distrettuale di Oslo – ha avuto una grande eco mediatica nel Paese nord-europeo ed è iniziato proprio mentre sua madre, la principessa ereditaria della Norvegia, era finita sotto i riflettori a causa delle rivelazioni sui suoi contatti con il defunto molestatore sessuale Jeffrey Epstein.

Di aver commesso abusi è accusato ora anche il giovane Marius; secondo il pubblico ministero Sturla Henriksbø, tre accuse di stupro dovrebbero comportare una pena detentiva di due anni, mentre la quarta  una pena di tre anni. In tutti e quattro i casi di violenza sessuale le donne erano addormentate o comunque incapaci di reagire, e a sua difesa Høiby dichiarò in tribunale all'inizio del processo: "Non vado a letto con donne che non sono sveglie" .

In tre casi la polizia ha trovato video girati alle vittime all'epoca dei fatti. Marius Borg Høiby è accusato di averle filmate senza il loro consenso, e le condizioni in cui si trovavano le donne al momento dei quattro presunti stupri sono diventate un elemento cruciale del processo. Il pubblico ministero ha dichiarato oggi che il fatto che ci fosse stato un rapporto sessuale in precedenza non era rilevante ai fini del caso.

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