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L'omicidio di Elisa Claps

Non solo Elisa Claps: spunta il nome di Danilo Restivo dietro un altro femminicidio in Regno Unito

Un’inchiesta della BBC riapre il caso della studentessa sudcoreana Jong-Ok Shin, uccisa nel 2002 a Bournemouth. Condannato Omar Benguit, ma nuovi elementi mettono in dubbio il verdetto e riportano l’attenzione su Danilo Restivo, già condannato per l’omicidio della 16enne Elisa Claps e della vicina di casa Heaher Barnett.
A cura di Biagio Chiariello
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Danilo Restivo
Danilo Restivo
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Il 12 settembre 1993 la 16enne Elisa Claps scompare a Potenza dopo aver incontrato Danilo Restivo nella chiesa della Santissima Trinità. Per anni il caso resta avvolto da omissioni, false piste e silenzi. Solo il 17 marzo 2010 i resti della ragazza vengono ritrovati nel sottotetto dello stesso edificio. Le successive perizie scientifiche individuano il dna di Restivo sugli abiti della vittima “al di là di ogni ragionevole dubbio”. L’11 novembre 2011 arriva la condanna a 30 anni di reclusione con rito abbreviato; il 23 ottobre 2014 la Corte di Cassazione rende definitiva la sentenza, eliminando l’aggravante della crudeltà ma confermando la pena.

È dentro questa traiettoria giudiziaria già segnata che oggi si inserisce un nuovo elemento. Un’inchiesta della trasmissione Panorama, storico programma della BBC, riapre il dossier su un altro omicidio avvenuto nel Regno Unito nel 2002: quello della studentessa sudcoreana Jong-Ok Shin, accoltellata a Bournemouth mentre tornava a casa dopo una serata in un nightclub.

Per quel delitto è stato condannato in via definitiva nel 2005 Omar Benguit, arrestato poco dopo i fatti dalla Dorset Police. Benguit, con precedenti legati alla droga e ad aggressioni con coltello, si è sempre proclamato innocente e ha trascorso oltre vent’anni in carcere. Secondo l’inchiesta televisiva, il procedimento che ha portato alla sua condanna sarebbe stato segnato da “gravi errori” e “scorrettezze” investigative.

Restivo, trasferitosi nel Regno Unito proprio nel 2002, figurò tra i possibili sospetti nelle prime fasi dell’indagine sulla morte di Jong-Ok Shin. Tuttavia, dopo la formalizzazione dell’accusa contro Benguit, la sua posizione venne accantonata e non sarebbero stati svolti approfondimenti ritenuti oggi decisivi.

Uno dei punti centrali riguarda alcune immagini di videosorveglianza stradale, recentemente riesaminate da Panorama. Le riprese mostrano un uomo nei pressi del luogo dell’aggressione. Secondo la ricostruzione giornalistica, la corporatura e i tratti non coinciderebbero con quelli di Benguit, mentre presenterebbero elementi compatibili con Restivo. Non una prova conclusiva, ovviamente, ma un dettaglio che – se valutato diversamente all’epoca – avrebbe potuto orientare l’indagine in altra direzione.

Jong–Ok Shin
Jong–Ok Shin

Nel frattempo, la storia giudiziaria inglese di Restivo ha assunto contorni ancora più gravi: nel 2011 è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della vicina di casa Heather Barnett, avvenuto nel novembre 2002 sempre a Bournemouth. Oggi 53enne, è detenuto nel Regno Unito.

L’inchiesta della BBC solleva inoltre dubbi sul metodo con cui vennero raccolte le testimonianze nel caso Shin. Almeno tredici persone, secondo quanto riportato, sarebbero state indotte a rivedere o correggere le proprie dichiarazioni per rafforzare l’accusa contro Benguit. Si parla anche di tentativi di indebolire un possibile alibi, circostanza che troverebbe riscontro in intercettazioni telefoniche. Le autorità coinvolte respingono ogni addebito.

Elisa Claps
Elisa Claps

Al momento, va precisato, non esiste una nuova incriminazione nei confronti di Restivo per l’omicidio della studentessa sudcoreana. Ma l’inchiesta televisiva riporta al centro una domanda rimasta sospesa per così tanto tempo: se tutte le piste, compresa quella che portava all’uomo già condannato per i casi Claps e Barnett, siano state davvero esplorate fino in fondo. Così come resta la possibilità che una persona si sia fatta vent'anni di carcere da innocente.

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