Altri studenti sono stati rapiti in Nigeria, nel college di Scienze a Kagara. Un gruppo di uomini armati è entrato nell'università e ha prelevato gli studenti e alcuni insegnanti dai dormitori. Gli assalitori indossavano le divise studentesche per passare evidentemente inosservati. Durante il rapimento, uno dei ragazzi è stato ucciso secondo quanto fanno sapere tv locali e agenzie di stampa.

Il presidente nigeriano ha ordinato nell'immediato un'operazione per liberare il gruppo di studenti. Muhammadu Buhari ha dispiegato le forze di polizia per trovarli, secondo quanto fa sapere il portavoce Garba Shehu. Ha confermato che il numero delle persone rapite, inoltre, non è ancora noto con esattezza alle autorità. Si tratta quindi di una ricerca alla cieca: non si sa dove cercare, non si sa chi e non si sa neppure quanti prigionieri siano stati portati via. L'attacco non è stato neppure ancora rivendicato. In molti pensano a Boko Haram, ma i gruppi terroristici nella zona sono molteplici e non vi è la sicurezza che possa trattarsi proprio del primo.

L'attacco al college

Gli uomini armati si sono introdotti nel Government Science College Kagara con addosso l'uniforme degli studenti. Hanno quindi aperto il fuoco nei corridoio, uccidendo almeno uno dei ragazzi. Gli altri sono stati portati via insieme a insegnanti e membri dello staff. Il blitz ha portato i criminali anche nei dormitori, dove risiedono le famiglie di molti docenti e membri dello staff. Anche molti dei familiari sono stati presi insieme a studenti e insegnanti. I rapimenti rappresentano per i gruppi terroristi un modo di ottenere riscatti (quindi fondi per le armi) e di far conoscere anche il proprio nome all'interno del paese.

La Nigeria, purtroppo, non è nuova a questo tipo di episodi: a dicembre circa 300 studenti erano stati sequestrati nella loro scuola, nello Stato settentrionale di Katsina. I ragazzi sono stati liberati dopo una settimana solo in seguito a negoziati serrati come rapitori. Ancora invece non si ha notizie delle ragazza rapite a Cibok nel 2014 da Boko Haram. L'episodio aveva fatto partire una campagna mediatica mondiale rappresentata dall'hashtag #BringBackOurGirls. Le pressioni internazionali avrebbero dovuto incentivare i negoziati ma la grande attenzione sul caso non ha purtroppo prodotto i risultati sperati in termini di trattative.