Un nuovo focolaio di colera  sta colpendo il Mozambico e continua a mietere vittime. Almeno 20 persone sono morte a causa di un focolaio nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, già teatro di numerosi attacchi dei gruppi jihadisti. È quanto riferisce il quotidiano “Noticias”, secondo cui le autorità sanitarie di Maputo hanno dichiarato il focolaio nei tre distretti di Macomia, Mocimboa da Praia e Ibo, dove ad oggi sono stati diagnosticati 273 casi. La direttrice provinciale per il dipartimento della salute, Anastacia Lidimba, ha affermato che l'epidemia è iniziata sulle isole al largo della costa di Cabo Delgado, dove le persone si sono rifugiate in condizioni antigieniche per fuggire dagli attacchi degli insorti islamisti sulla terraferma. La situazione, ha aggiunto, è particolarmente grave sulle isole Matemo e Congo. équipe di medici sono state inviate nelle aree colpite per rispondere all’emergenza.

Che cosa è il colera

Il colera è una malattia da non sottovalutare dal momento che i suoi sintomi, se non adeguatamente curati, possono portare alla morte. Questa condizione acuta dell'intestino si manifesta in seguito all'ingestione di sostanze contaminate con vomito, diarrea acquosa profusa e disidratazione. Il colera è una patologia purtroppo ancora molto diffusa in diverse aree dell'Africa, dove le persone non hanno accesso all'acqua potabile: la malattia è causata da batteri appartenenti al genere dei vibrioni che si presentano come bastoncelli con una incurvatura tipica che li fa sembrare una virgola (Vibrio comma). I vibrioni del colera a loro volta producono una tossina attiva sulle cellule della mucosa intestinale. Vibroni di altri sottogruppi sono in grado di scatenare gli stessi sintomi (ad esempio il Vibrio cholerae non O1 O139).

Sintomi del colera

Il colera si manifesta da poche ore a cinque giorni dopo il contagio, di solito tra i 2 e i 3 giorni, e i sintomi tipici sono diarrea acquosa, vomito, rapida disidratazione, abbassamento della temperatura (ipotermia). Questi segni però, se non trattati, possono portare addirittura allo stato di shock e alla morte.