Mosaici di Rupnik coperti per il Papa a Lourdes, ma del processo all’ex gesuita accusato di abusi non si sa nulla

Immagine
I mosaici dell'ex gesuita coperti a Lourdes
La copertura dei mosaici avviene mentre le vittime scrivono a Leone XIV chiedendo un “processo trasparente” all’artista sloveno, che era molto amico di Francesco.

I mosaici di Marko Rupnik sulla facciata della basilica di Lourdes sono stati definitivamente coperti e non saranno mai più visti da nessuno. I duecentomila pellegrini che hanno letteralmente invaso la città mariana sui Pirenei francesi per abbracciare papa Leone XIV non hanno, quindi, potuto vedere l’opera d’arte del sacerdote accusato di abusi sessuali né potranno farlo, in futuro, i milioni di pellegrini che ogni anno si recano nella città dove, nel 1858, la Madonna apparve a santa Bernadette Soubirous.

Il vescovo di Tarbes e Lourdes, Jean-Marc Micas, aveva già dato ordine di coprire i mosaici raffiguranti i misteri della luce del Santo Rosario, per consentire alle vittime di abusi sessuali di entrare con cuore sereno nella basilica. Non è ancora chiaro, invece, se i mosaici saranno, in futuro, rimossi o resteranno semplicemente coperti da pannelli di plastica. Durante la sua visita a Lourdes il Papa ha voluto, quindi, incontrare in forma strettamente privata quattro uomini e tre donne vittime di abusi da parte del clero francese, ascoltando le loro storie e partecipando al loro dolore.

I mosaici sono stati coperti, ma il processo canonico contro Rupnik continua ancora e, a distanza di anni dalla presentazione delle accuse, alcuna decisione è stata ancora presa dalla Santa Sede. L'ex padre gesuita sloveno, uno dei maggiori artisti religiosi dei nostri tempi, è accusato da decine di donne, tra cui molte suore, di abusi sessuali nel corso degli anni Novanta. Nell’ottobre 2025 il Dicastero per la Dottrina della Fede aveva annunciato la creazione di un tribunale per decidere sul caso, che dopo oltre un anno non si è ancora pronunciato, creando, invece, un alone di mistero attorno al procedimento. Proprio negli scorsi giorni alcune vittime avevano chiesto a Leone XIV che il processo diventi “trasparente”.

Rupnik era, invece, molto legato a papa Francesco che, nel gennaio 2023, aveva così commentato la vicenda nel corso di una intervista alla Associated Press: “Per me è stata una sorpresa, davvero. Questo, una persona, un artista di questo livello, per me è stata una grande sorpresa e una ferita”, dichiarandosi estraneo alla gestione della vicenda da parte del Vaticano e definendo la scomunica comminata e poi tolta al teologo “un piccolo processo”, di fatto minimizzandone la portata.

Non è chiaro, invece, il futuro delle altre opere di Rupnik in giro per il mondo: dalla cripta di san Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo alla cappella Redemptoris Mater in Vaticano, ma anche nella grotta di Sant’Ignazio a Manresa in Spagna ala chiesa del Corpus Domini a Bologna. Mosaici bellissimi, ma che oggi scandalizzano più di un fedele.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views