“Leone XIV deve sottoporsi a immunoterapia”: il Vaticano interviene dopo le voci sulla salute del Papa
No, il Papa non dovrà sottoporsi a immunoterapia dopo l'intervento al polmone per rimuovere un tumore. Fonti vaticane ci tengono a smentire le voci circolate nei giorni scorsi, dopo che lo stesso Vaticano aveva già fatto sapere che non sarebbero state necessarie altre cure per il Pontefice dopo l’intervento a cui si è sottoposto all’ospedale Gemelli di Roma.
Qualche giorno fa, infatti, il Vaticano aveva comunicato che gli esami effettuati dopo l'intervento chirurgico avevano confermato che l'adenocarcinoma polmonare diagnosticato al Pontefice era localizzato e che non viene ritenuto necessario ricorrere ad altre terapie oncologiche. Insomma, sicuramente una buona notizia per Leone che tra l’altro è stato dimesso dopo appena quattro giorni dall'intervento dal Gemelli e che anche oggi è apparso, come di consueto, in piazza San Pietro per l’Angelus.
Poi però nei giorni scorsi sui media internazionali è iniziata a circolare la notizia che le cose probabilmente non stanno proprio come comunicato dai medici del Papa. In particolare, secondo la corrispondente in Vaticano dal Brasile Mirticeli Medeiros il Papa riceverà immunoterapia per almeno tre anni per prevenire la ricomparsa della malattia. Appena due giorni dopo la nota del Vaticano la giornalista di GloboNews ha attribuito a fonti del Gemelli un trattamento preventivo con pembrolizumab dopo l’operazione.
Ora la smentita: fonti vaticane confermano insomma quanto già comunicato dai medici che hanno in cura il Papa, il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, e secondo i quali Leone non ha bisogno di ulteriori terapie dopo l'asportazione del tumore al polmone. La smentita di oggi conferma anche la trasparenza che ha caratterizzato l’intera vicenda da quando lo stesso Leone XIV ha annunciato di persona ai fedeli la scoperta di un nodulo polmonare e comunicato che sarebbe stato operato.