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Morsi ritira il decreto, ma in Egitto la tensione non cala (VIDEO)

Il presidente egiziano, in seguito alle violente proteste al Cairo, ha annullato il decreto con cui aveva aumentato i suoi poteri ma ha confermato che il referendum sulla Costituzione si terrà come previsto. Decisione che non piace agli oppositori che tornano in piazza.
A cura di Susanna Picone
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Il presidente egiziano, in seguito alle violente proteste al Cairo, ha annullato il decreto con cui aveva aumentato i suoi poteri ma ha confermato che il referendum sulla Costituzione si terrà come previsto. Decisione che non piace agli oppositori che tornano in piazza.

Aggiornamento – Morsi sospende l’aumento della tassazione e ordina all’esercito di garantire la sicurezza nel Paese. Nel mezzo della crisi politica che sta investendo l’Egitto, Mohamed Morsi ha deciso di annullare l’aumento delle tasse su alcuni prodotti tra cui alcool e sigarette. Si trattava di aumenti che dovevano entrare in vigore da oggi. Morsi ha chiesto al primo ministro Hisham Kandil di avviare le consultazioni sulle tasse «in modo da non aumentare l'onere sui cittadini». Non solo, il presidente ha anche ordinato all’esercito di garantire la sicurezza nel Paese, assumendo poteri che permetteranno di arrestare i civili, e proteggere le istituzioni fino all’annuncio dei risultati del referendum del 15 dicembre. Lo stabilisce un decreto che ha effetto da oggi.

Se è vero che Mohamed Morsi ha ceduto sul contestato decreto approvato due settimane fa (quello con il quale aveva aumentato i suoi poteri) e che aveva scatenato delle violentissime proteste al Cairo, non ha ceduto allo stesso modo sul referendum popolare sulla nuova Costituzione. Referendum che si terrà, come previsto, il 15 dicembre (all’estero le operazioni di voto si apriranno già mercoledì). Il Fronte di Salvezza Nazionale, che riunisce le principali formazioni dell’opposizione al presidente egiziano, vuole però evitare la consultazione (gli oppositori di Morsi, infatti, non solo chiedevano la revoca del decreto ma anche lo stop del referendum) e, al termine di una lunga riunione, è stato annunciato il loro no categorico al voto. Secondo quanto fatto sapere da un portavoce, il motivo non sarebbe solo politico (per l’opposizione la nuova Costituzione non garantisce la libertà e i loro diritti) ma anche legato al fatto che c’è la preoccupazione che la consultazione possa portare a una nuova ondata di violenza.

Domani una nuova manifestazione di massa – Il presidente Morsi, da parte sua, ha fatto sapere a chi lo contesta solo che, in caso di vittoria del “no”, sarà eletta direttamente una nuova assemblea costituente. Dunque la tensione in Egitto resta alta, con le forze di opposizione che puntano a una nuova manifestazione di massa domani per tentare di neutralizzare il referendum. Scenderanno in piazza, per protestare contro il presidente e il referendum, migliaia di egiziani mobilitati dall’opposizione e, contemporaneamente, i militanti dei Fratelli Musulmani che continueranno a manifestare il loro sostegno a Mohamed Morsi e a una Costituzione a forte orientamento islamista. Nuove manifestazioni che, tra l’altro, arrivano in un momento difficile per l’Egitto anche perché da oggi è prevista un’ondata di rincari di vari beni di consumo, dalle sigarette alla birra, dalle bevande gassate alle bollette, decisi nell’ambito del piano proposto dal Paese al Fondo monetario internazionale per ottenere un prestito da 4.8 miliardi di dollari.

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