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Missili iraniani su Tel Aviv, il racconto del paramedico israeliano: “Auto in fiamme e caos tra i residenti”

Il bilancio, ancora provvisorio, dell’attacco iraniano su un edificio residenziale nel centro di Tel Aviv è di una vittima e decine di feriti. La situazione a Tel Aviv resta di massima allerta, con le autorità che temono ulteriori ondate di attacchi nelle prossime ore.
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Tel Aviv è in fiamme. Mentre viene annunciata da Israele e da Trump la morte del leader della Repubblica Islamica Ali Khamenei, Tel Aviv è sotto una pioggia di missili balistici lanciati dall'Iran. L'attacco, ribattezzato da Teheran "True Promise 3" (o "Operazione Verità Promessa 4" secondo alcune fonti locali), è giunto come rappresaglia immediata all'operazione "Shield of Judah" lanciata poche ore prima da Israele e Stati Uniti.

Tra le decine di missili intercettati dalla contraerea israeliana, uno ha colpito in serata il cuore della capitale centrando in pieno un'area residenziale. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di una vittima accertata e decine di feriti.

Secondo quanto riportato ufficialmente dal portavoce del Magen David Adom (MDA), il servizio di pronto soccorso israeliano, i paramedici intervenuti sul posto non hanno potuto fare nulla per salvare una donna di 40 anni. Trovata inizialmente in condizioni critiche e priva di sensi, la donna è stata dichiarata morta poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate nell'impatto.

Le operazioni di soccorso si sono concentrate sull'evacuazione di massa verso l'ospedale Ichilov, di Tel Aviv. Al momento tra i feriti si contano: un uomo di 40 anni in gravi condizioni, colpito da schegge; un uomo di 30 anni in condizioni moderate, anch'egli ferito da schegge; una donna di 90 anni ferita a causa dell'onda d'urto dell'esplosione; e 17 feriti lievi già trasferiti in ospedale, oltre a numerosi civili assistiti sul posto per ferite minori o shock post-traumatico.

Ori Garbi, paramedico del MDA e tra i primi a giungere sul luogo del disastro, ha descritto a Fanpage.it la situazione: "Fin dal primo istante è stato chiaro che ci trovavamo di fronte a una scena gravissima. Abbiamo visto un denso fumo nero alzarsi da un edificio residenziale che era quasi completamente distrutto. C'erano auto avvolte dalle fiamme e un caos totale tra i residenti."

Garbi ha spiegato come le squadre di emergenza abbiano dovuto allestire un punto di triage rapido direttamente in strada: "Abbiamo stabilito immediatamente un punto di trattamento per i feriti. Mentre prestavamo i primi soccorsi ai casi più gravi, continuavamo a collaborare con le forze di polizia e i vigili del fuoco per perlustrare gli edifici colpiti alla ricerca di altre persone intrappolate", continua il medico.

Immagini rare quelle descritte, in un paese che in tutti questi mesi ha sempre attaccato ma raramente è stato colpito. Immagini che le forze israeliane sul campo cercano minuziosamente di nascoste come dimostrano le numerose dirette in cui non vengono mai mostrati i feriti.

Intanto, mentre le sirene d'allarme continuano a risuonare in diverse zone del Paese, il portavoce del MAD ha ribadito l'importanza fondamentale di attenersi alle disposizioni di sicurezza: "Esortiamo il pubblico a seguire scrupolosamente le istruzioni del Comando del Fronte Interno. Queste direttive salvano concretamente la vita", ha detto a Fanpage.it.

La situazione a Tel Aviv resta di massima allerta, con le autorità che temono ulteriori ondate di attacchi nelle prossime ore.

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