Migranti, nuovo naufragio in Grecia: morti una mamma e i suoi 2 bimbi
Ennesima tragedia dei migranti in Grecia dove a causa di un nuovo naufragio di un barcone carico di persone dirette in Europa sono morti una mamma e i suoi due bambini di appena due e sette anni. Le vittime del naufragio sono annegate in mare nelle acque davanti all'isola di Lesbo a pochi chilometri dalla Turchia, da dove probabilmente era partito il barcone. L'imbarcazione su cui viaggiavano è finita sugli scogli in una zona a nord di Mitilene a causa delle cattive condizioni meteorologiche con forte vento e mare grosso e ha iniziato ad imbarcare acqua affondando. Lo ha riferito la Guardia costiera di Atene spiegando che purtroppo a seguito del naufragio altre sette persone a borde dell'imbarcazione risultano disperse e quindi il numero delle vittime potrebbe aumentare. Sempre secondo le autorità elleniche, sul natante affondato in tutto viaggiavano 63 persone di cui 53 sono riuscite a raggiungere la costa e a mettersi in salvo, poi aiutate dai soccorsi.
I migranti sul barcone cercavano di intraprendere come tanti altri la cosiddetta rotta balcanica attraversata da migliaia di persone ogni giorno. Proprio in uno dei paesi attraversati dai migranti, la Croazia, in un solo giorno sono entrati 11.500 migranti, un numero record secondo quanto reso noto dal portavoce del ministero dell'Interno croato, Domagoj Dzigulovic. Secono le autorità locali il numero di persone arrivate ieri è il più alto mai registrato in un solo giorno da metà settembre, da quando è iniziato lo straordinario afflusso di migranti in zona. In Slovenia invece da sabato scorso sono transitati oltre 66.000 migranti, dei quali l'Austria ne avrebbe accolti 31 mila. "La situazione è molto grave, mi aspetto un piano d'azione concreto altrimenti sarà l'inizio della fine dell'Unione europea come tale" ha spiegato il premier sloveno Miro Cerar all'arrivo a Bruxelles per il vertice sui Balcani. Non possiamo diventare la sacca del problema migratorio nel caso in cui Austria e Germania chiudano i confini", ha sottolineato Cerar, accusando la Croazia di "non essersi comportata come un Paese che si assume le sue responsabilità". "C'è molto in gioco perché da una parte si tratta della vita dei rifugiati che stanno scappando dalla guerra e dall'altra della fiducia dei cittadini europei" ha dichiarato invece i cancelliere austriaco Werner Fayman