Migranti, Juncker: “A questo ritmo sui ricollocamenti si finisce nel 2101”

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Il presidente della Commissione Europea ha denunciato i gravi ritardi nel trovare una quadra sulla gestione dei migranti in UE.

Potrebbe essere una battuta, ma in fondo nasconde in sé tutte le contraddizioni dei paesi dell'Unione Europea nell'affrontare la "crisi dei migranti". Al termine di un vertice informale tenuto a Malta e incentrato sull'immigrazione il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Se si va avanti a questo ritmo sui ricollocamenti si finisce nel 2101". Ancora una volta è apparso evidente come la gestione dei migranti da parte dei paesi membri presenti più ombre che luci e – al di là della propaganda umanitaria – ben poco si fa di concreto per redistribuire equamente migliaia di persone. Juncker ha spiegato come la Svezia stia "facendo un grande sforzo per accogliere i profughi ed è del tutto legittimata a chiedere di beneficiare" del sistema europeo di redistribuzione dei richiedenti asilo. Sui 160mila richiedenti asilo da redistribuire soprattutto da Grecia e Italia "c'è una riserva di 54mila" persone a cui la Svezia può accedere. Il numero uno della Commissione UE ha aggiunto che l'Europa "metterà a disposizione 500 milioni in due anni per la Turchia ma gli Stati membri dovranno mettere gli altri 2,5 miliardi. Riusciremo a raggiungere la cifra dei tre miliardi".

Al vertice di Malta hanno tenuto banco le quattro condizioni indicate dal primo ministro inglese Cameron sulla permanenza del Regno Unito nell'UE. Il premier ha chiesto la possibilità di chiamarsi fuori dalla clausola dei Trattati che prevede la partecipazione a un'Unione "sempre più stretta"; condizioni favorevoli per la sterlina; maggiori poteri dei parlamenti nazionali, in particolare di quello britannico; la sospensione di quattro anni prima del pieno accesso ai benefici e sussidi dello stato sociale per i cittadini non inglesi. A proposito delle condizioni poste da Cameron il presidente dell’Unione europea Donald Tusk ha detto: "Sarà molto difficile trovare un accordo con la Gran Bretagna perché le richieste di Londra sono difficili".

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