Migranti, flop dei ricollocamenti UE: il sistema rischia il blocco

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Vacilla l’accordo sulla distribuzione e il controllo dei migranti: fonti europee rivelano che i posti messi a disposizione dagli Stati membri termineranno già con il centinaio di profughi in partenza dall’Italia.

Rischia di incepparsi sin da subito il sistema dei ricollocamenti dei profughi nell'Unione europea. Lo rivelano fonti della stessa UE, secondo cui, con l'aereo che parte dall'Italia questa settimana con un centinaio di migranti, già sono esauriti i posti messi a disposizione, fino ad oggi, dagli Stati membri. Praticamente sono appena sei i Paesi che hanno dato disponibilità ad accogliere rifugiati, e comunque solo per numeri esigui: Austria, Germania, Grecia, Lussemburgo, Spagna e Svezia. Basti pensare che per redistribuire i 40mila dall'Italia in due anni (questo prevede il programma di ricollocamento stipulato dagli Stati membri) servirebbero oltre 1500 posti al mese e attualmente “siamo ben lontani da queste cifre”, avvertono le fonti. “D'altra parte – spiegano ancora da Bruxelles – tra gli stessi profughi c'è forte diffidenza nei confronti del sistema dei ricollocamenti, temono infatti che salendo su quegli aerei si troveranno deportati fuori dai confini dell'Unione europea”.

Prosegue, intanto, l'emergenza alla frontiera di Slovenia e Croazia, dove continuano ad arrivare i migranti che risalgono da sud lungo la cosiddetta "Rotta balcanica", dopo la chiusura dei confini da parte dell’Ungheria. Lo stesso provvedimento è stato preso dalle autorità di Zagabria, a causa della grande quantità di migranti presenti nei centri di accoglienza, e anche per le proteste della stessa Slovenia che si dice “sovrastata” dal flusso di profughi. Migliaia di rifugiati quindi sono stati costretti a passare una nuova notte al freddo e sotto la pioggia. In mattinata la frontiera è stata riaperta. "Il flusso di migranti in questi ultimi tre giorni ha superato tutte le nostre capacità di gestirlo", ha spiegato il governo sloveno in un comunicato in seguito a una riunione d'emergenza nella notte.

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