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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

L’Ue sanziona i coloni israeliani, dall’azienda che costruisce gli insediamenti alla “santona” dell’estrema destra

La charity che possiede la ditta di costruzioni che amplia le colonie e la ong fondata da Smotrich che si batte per demolire le case dei palestinesi. Tra i sanzionati anche Daniella Weiss, la “madrina” dei coloni.
A cura di Antonio Musella
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Il Ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich, fondatore di Regavim, colpita da sanzioni Ue
Il Ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich, fondatore di Regavim, colpita da sanzioni Ue
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Il Consiglio d'Europa riunitosi il 7 maggio a Chisinau in Moldavia ha approvato le sanzioni contro alcune organizzazioni dei coloni israeliani più violenti e alcuni dei loro dirigenti. La proposta, avanzata dalla delegata agli esteri della Commissione, Kaja Kallas, fino a ieri aveva avuto il netto veto dell'Ungheria, che si opponeva alle sanzioni. Per poter applicare sanzioni a singoli o organizzazioni infatti è necessaria l'unanimità nel Consiglio d'Europa. Ma il recente cambio di governo a Budapest, che ha visto la sconfitta storia di Orban e la vittoria di Peter Magyar, ha cambiato le carte in tavola. Le sanzioni si riferiscono a quattro organizzazioni di coloni, particolarmente attive nelle politiche di occupazione della Cisgiordania e di violazione dei diritti umani della popolazione civile palestinese, ed i loro dirigenti. È sicuramente un primo passo, se pensiamo che l'ultimo pacchetto di sanzioni dell'Unione Europea contro i coloni era stato emesso dalla precedente commissione.

Non viene toccato il governo. Niente sanzioni per Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, i ministri della sicurezza e delle finanze, rappresentanti diretti dei coloni e assolutamente attigui alle stesse organizzazioni che sono state colpite dalle sanzioni. Una scelta tutta politica, quella della commissione, che decide di non intervenire direttamente sul governo Netanyahu, ma di colpire le organizzazioni dei coloni, ed in verità, solo poche, visto che sono appena quattro. Le attività di alcune di queste organizzazioni le avevamo mostrate già su Fanpage.it, con il reportage"Genocide state of mind" pubblicato a dicembre scorso.

Amana: i costruttori delle colonie

Amana è la prima organizzazione colpita dalle sanzioni del Consiglio d'Europa. Si tratta ufficialmente di una charity registrata in Israele, ma che possiede una ditta di costruzioni, la BBA (Binyanei Bar Amana). Proprio grazie a questa azienda controllata, Amana ha un ruolo di primissimo piano nella costruzione e nell'espansione delle colonie israeliane in Cisgiordania. Secondo l'organizzazione israeliana Peace Now, che da anni si occupa di denunciare le attività dei coloni e che ha sollecitato gli organismi europei a emanare sanzioni, il patrimonio di Amana si aggira intorno ai 160 milioni di dollari con un investimenti di diverse decine di milioni di dollari all'anno nella costruzione di nuove colonie e nell'espansione di altre. Tra le colonie costruite da Amana anche quella di Kyriat Arba, dove vive Itamar Ben Gvir, a Sud di Hebron, a ridosso della regione palestinese della Massafer Yatta. Il ciclo del cemento, ovvero l'abbattimento delle case palestinese e l'edificazione delle colonie, è alla base dell'occupazione della Cisgiordania, ed Amana ne è un vero e proprio motore. A guidare la charity con interessi nell'edilizia è il suo direttore storico Ze'ev Hever, detto Zambish. Un uomo dal passato alquanto pericoloso, avendo militato nell'organizzazione terroristica Jewish Undergorund ed ha trascorso per questo un periodo di detenzione in Israele. Zambish, che al momento non risulta tra le persone singole sanzionate, ha mantenuto rapporti strettissimi con il premier Netanyahu e con tutta l'estrema destra suprematista israeliana. Amana è una grande azienda, muove capitali, sposta voti alle elezioni, e fa anche tanti affari. Lo stesso Zambish nel 2016 era stato coinvolto in una truffa ai danni di diverse famiglie palestinesi per la falsificazione di atti di proprietà di alcuni appezzamenti di terreno, dove poi Amana aveva costruito delle colonie.

Regavim: la ong di Smotrich

Nel reportage "Genocide State of Mind" pubblicato a dicembre scorso su Fanpage.it, vi avevamo mostrato le attività di Regavim, una ong registrata in Israele il cui fondatore è l'attuale Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Vi avevamo mostrato le immagini dei villaggi palestinesi demoliti dalle autorità israeliane in Massafer Yatta,come quello di Khallet at Daba, frutto delle cause legali intentate da Regavim, con uno stuolo di avvocati a supporto, per dichiarare abusive le abitazioni dei villaggi palestinesi. L'organizzazione nei suoi documenti pubblici afferma apertamente di battersi per la demolizione dei villaggi palestinesi e per l'occupazione delle terre. Addirittura, nel caso della Massafer Yatta, come si può leggere sul loro sito, sostengono che non sia mai stata abitata da nessuno, pertanto tutte le case palestinesi sono illegali e vanno demolite. La strategia della ong ha dato molti frutti, visto l'aumento esponenziale delle demolizioni di abitazioni palestinesi che ha portato alcuni villaggi ad essere ormai un cumulo di macerie. Regavim, che rappresenta di fatto la base elettorale di Smotrich, ha svolto una campagna pubblica anche per la costruzione di E1, un nuovo insediamento tra Gerusalemme Est e la colonia di Ma'ale Adumim che dividerà in due la Cisgiordania tra Nord e Sud, spezzandone la continuità territoriale. E proprio Smotrich è stato l'artefice del provvedimento votato la scorsa estata dalla Knesset. Ad essere sanzionato dall'Europa è anche l'amministratore delegato di Regavim, Meir Deutsch, anche lui legatissimo a Smotrich. Regavim ha ricevuto in passato finanziamenti da Amana, ed a sua volta aveva finanziato nel 2024 l'organizzazione Tzav 9 (ordine 9), già colpita da sanzioni dell'Europa. Gli attivisti di Tzav 9 erano quelli che assaltavano i camion di aiuti umanitari diretti a Gaza, distruggendo beni e cibo per impedire che fosse prestato soccorso alla popolazione civile.

Daniella Weiss, tra i leader di Nachala, sanzionata dall’Europa
Daniella Weiss, tra i leader di Nachala, sanzionata dall’Europa

La "santona" Daniella Weiss

Daniella Weiss è considerata la "madrina" di tutti i coloni, una sorta di entità messianica che anche l'opinione pubblica europea ha imparato a conoscere per le sue frequenti interviste con media occidentali. È lei che ha chiesto pubblicamente di radere al suolo Gaza, è sempre lei che ha organizzato meeting pubblici per promuovere la nascita di colonie nei territori distrutti della Striscia, ed è sempre lei da cui corrono gli esponenti dell'estrema destra israeliana per raccogliere consenso e voti. La Weiss ha sostenuto pubblicamente l'idea della deportazione dei palestinesi da Gaza, tema che poi è immediatamente diventato proposta politica lungamente dibattuta anche a livello internazionale. Autrice di alcune tra le dichiarazioni più terrificanti riferite alla popolazione palestinese, è nella lista dei singoli che sono stati sanzionati dal Consiglio d'Europa. Con lei anche l'organizzazione di sua ispirazione, Nachala, un'organizzazione di coloni che ha promosso con successo l'insediamento di nuovi avamposti e colonie illegali negli ultimi anni. Da sempre contro ogni ipotesi di pace con i palestinesi, Nachala ha letteralmente organizzato l'occupazione delle terre negli ultimi anni. Nel 2022 ha dichiarato la nascita di tre nuovi avamposti illegali, e dopo il 7 ottobre, nel 2024, Nachala ha organizzato un gruppo di persone che ha forzato il valico di frontiere di Erez, a nord di Israele, per provare a costruire una colonie nella Striscia di Gaza.

I guardiani delle colonie: Hashomer Yosh

Il movimento degli "hashomer" letteralmente "guardiani" è nato all'inizio degli anni '70 insieme allo sviluppo del primo movimento dei coloni, ispirato dall'organizzazione Gush Emunim. In epoca più recente il movimento degli hashomer si è organizzato intorno a diverse entità che ufficialmente organizzano volontari per andare a dare supporto alle attività lavorativa all'interno delle colonie della Cisgiordania occupato. Hashomer Yosh è una di queste organizzazioni. Attraverso bandi pubblici organizza i volontari, li equipaggia e li invia nelle colonie. La narrazione pubblica di quelle che sono le loro attività è, ovviamente, diametralmente opposta a quello che in realtà fanno nelle colonie. Si presentano come raccoglitori di prodotti agricoli, come volontari che supportano le attività delle comunità, ma in ruolo di "guardiani" lo esercitano con tutta la violenza possibile. Tutte le organizzazioni degli "hashomer" sono caratterizzati da simbolo di un uomo a cavallo, richiamandosi al movimento degli anni '70. Con alcune variazioni sul tema, per differenziare le organizzazioni. Per questo è anche facile distinguerli. Ed è quello che attivisti internazionali e organizzazioni israeliane per i diritti umani hanno fatto, immortalando i "volontari" di Hashomer Yosh mentre assaltano i villaggi palestinesi della Cisgiordania. Nel 2024 l'organizzazione era stata già colpita da sanzioni del Regno Unito e anche degli Stati Uniti, provvedimenti poi ritirati dell'amministrazione Trump nel suo primo giorno di insediamento il 20 gennaio 2025. L'Europa ha sanzionato anche l'ex amministratore delegato di Hashomer Yosh, Avichai Swissa, il quale tra l'altro aveva fondato un avamposto illegale personalmente quello di Nof Ha Mishkan. L'insediamento era sorto vicino ai villaggi di Jalud e Qaryut, a sud di Nablus, i cui abitanti sono stati vittime negli ultimi mesi di violenze quotidiane da parte dei coloni. Nel marzo scorso due palestinesi sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco durante un assalto armato dei coloni, provenienti proprio dall'avamposto di Nof Ha Mishkan.

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