Le donne residenti nello stato di New York potrebbero ricorrere all'interruzione di gravidanza anche dopo il limite di 24 settimane attualmente in vigore. Grazie a una legge in discussione al Senato, infatti, l'accesso all'aborto potrà essere significativamente ampliato ed estendersi fino al nono mese di gravidanza in caso di “invalidità del feto” o se i medici dovessero ritenere “necessario proteggere la vita o la salute della paziente”. Il disegno di legge è stato presentato dai Democratici e secondo il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo rappresenta "un enorme passo avanti nella battaglia per garantire l'autodeterminazione della donna sulla propria salute e sul proprio corpo, compresa la possibilità di abortire". La norma, sostenuta da tutto il Partito Democratico, è invece fortemente osteggiata dai Repubblicani e da numerose associazioni che afferiscono al mondo cattolico più conservatore.

Il disegno di legge prevede anche la depenalizzazione dell’aborto, trasferendo le violazioni dei limiti legislativi dal codice penale a quello sanitario. Finora le interruzioni di gravidanza effettuate in violazione delle leggi venivano trattate come omicidi.

Il provvedimento, salutato come “un progresso” dal governatore Cuomo, è fortemente osteggiato dai vescovi delle diocesi newyorkese che, al contrario, esprimono profonda preoccupazione per una norma che “amplierà la legge già radicalmente permissiva del nostro Stato, dove il tasso di aborto è doppio rispetto alla media nazionale”. Le associazioni religiose, inoltre, hanno ricordato che i servizi sanitari cattolici garantiscono alle donne le risorse necessarie per proseguire una gravidanza non pianificata e la nascita di un bambino che potrà crescere con la sua mamma o essere dato in adozione.