Lite su Trump finisce in tragedia: 23enne uccisa dal padre a colpi di pistola durante vacanza negli USA

Stavano discutendo di Donald Trump. Una conversazione politica, diventata sempre più accesa, che in pochi minuti si è trasformata in una tragedia. Lucy Harrison, 23enne britannica, si trovava in vacanza a Prosper, nello Stato USA del Texas, con il fidanzato Sam Littler il 10 gennaio dello scorso anno, quando il padre, Kris Harrison, le ha sparato nella camera da letto della sua abitazione.
Lucy e Sam erano arrivati negli Stati Uniti il 28 dicembre, pochi giorni dopo aver festeggiato il loro primo Natale nella nuova casa di Warrington, acquistata appena nove mesi prima. Una pausa prima di rientrare alla vita di sempre, una breve vacanza dalla famiglia di lei. Come riporta il Liverpool Echo, quella mattina in casa sembrava tutto tranquillo.
Secondo quanto ricostruito durante l’inchiesta, la discussione è scoppiata attorno alla cerimonia di inaugurazione di Donald Trump, rieletto Presidente USA pochi mesi prima. “Kris e Lucy hanno litigato a lungo”, ha raccontato Sam Littler in aula. “Lucy era molto turbata, è corsa in camera”. Poco dopo, Sam l’ha seguita per consolarla e insieme sono usciti all’esterno, dove hanno giocato nella neve prima di rientrare per prepararsi alla partenza verso l’aeroporto, prevista nel primo pomeriggio.
Poi, all’improvviso, la situazione è precipitata. Il padre ha preso Lucy per mano e l’ha accompagnata nella sua camera da letto, a pochi passi dal divano dove Sam e le sorellastre stavano giocando. “Quindici secondi dopo ho sentito un forte bang”, ha ricordato Sam. “All’inizio ho pensato fosse uno scherzo. Subito dopo ho sentito le urla di Heather”. In quel momento, ha detto, tutti hanno capito che qualcosa di gravissimo era appena accaduto.
Sam è corso nella stanza. Lucy era a terra, vicino all’ingresso del bagno. Kris Harrison urlava frasi sconnesse: “Non lo so, non lo so, chiamate il 911”. Sam ha chiamato i soccorsi e solo allora si è accorto della pistola, appoggiata sul letto. Secondo il referto medico, Lucy è stata colpita in pieno petto.
Nei giorni scorsi si è aperto il procedimento legato alla morte della giovane. Il coroner senior Jacqueline Devonish ha confermato che, al momento dello sparo, Kris Harrison era l’unica persona presente nella stanza.

Durante l’udienza è emerso anche il difficile rapporto tra Lucy e il padre. La legale della madre e del fidanzato, Lois Norris, ha sottolineato che l’uomo aveva avuto in passato seri problemi legati all’alcol. A confermarlo è stata un’amica della vittima, Ella Gowing, che ha raccontato come quegli episodi avessero avuto conseguenze gravi: “Lucy diceva che il padre era stato ricoverato in una clinica di riabilitazione. Quando lo aveva visitato negli Stati Uniti a Natale 2023, sembrava sobrio. Poi, nel marzo 2024, ha avuto una ricaduta”.
Lucy era inoltre profondamente preoccupata per la presenza di un’arma in casa. Temendo per la sicurezza dei fratelli più piccoli, parlava spesso di una situazione che la metteva a disagio. “Durante le visite negli Stati Uniti percepiva una forte instabilità. Era molto ansiosa”, ha riferito l’amica.
La giovane si era laureata con lode in Fashion Buying e Merchandising alla Manchester Metropolitan University e lavorava presso Boohoo come assistente amministrativa per buyer, quello che definiva il suo “lavoro dei sogni”. La madre, Jane Coates, l’ha ricordata con parole cariche di dolore: “È difficile descriverla a parole. Bisognava conoscerla per capire chi fosse davvero. Era piena di vita, sensibile, intelligente, divertente”.
Pochi minuti prima di essere uccisa, Lucy aveva scritto un messaggio alla madre. Diceva che era pronta per tornare a casa, nel Regno Unito. Non sapeva che quella discussione, iniziata come tante altre, sarebbe stata l’ultima.