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La strangola e poi brucia il corpo nel bosco: “Non volevo, era già in overdose”

Mohammed Durnion ha aggredito e ucciso Reanne Coulson, poi ha nascosto il corpo e lo ha seppellito in un bosco con l’aiuto di un complice. Il brutale omicidio nella campagna inglese.
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Reanne Coulson e Mohammed Durnion
Reanne Coulson e Mohammed Durnion

L'ha strangolata nel suo appartamento e poi ha portato il corpo in un bosco e lo ha cosparso di benzina con l'intenzione di bruciarlo. È la ricostruzione che ha portato alla condanna del 42enne Mohammed Durnion per l'omicidio di Reanne Coulson.

L'uomo si è sempre professato innocente, sostenendo che la donna fosse morta per overdose dopo una lite avvenuta nel suo appartamento di Paynes Lane, in Inghilterra. Anche se non gli è stata riconosciuta la premeditazione, i giurati della Corte di Warwick lo hanno ritenuto responsabile della morte di Coulson, e del tentativo di disfarsi del suo corpo.

Secondo la ricostruzione degli agenti del dipartimento di Polizia di West Midlands, Durnion avrebbe tenuto il corpo nascosto nel suo appartamento per un'intera notte prima di nasconderlo in una fossa a Binley Woods, un'area suburbana di Coventry. I resti sono stati ritrovati solo cinque settimane e mezza dopo l'omicidio avvenuto il 21 maggio. Portava segni di aggressione e diverse ustioni, successivamente attribuite al tentativo di Durnion di disfarsi del cadavere dandogli fuoco.

Nell'ambito del medesimo provvedimento è stato condannato anche Adam Moore, 39 anni, riconosciuto colpevole di favoreggiamento per aver aiutato l'amico a nascondere il cadavere nel bosco.

Dall'omicidio alla soppressione del cadavere di Reanne Coulson

L'omicidio è avvenuto intorno alle 23 del 21 maggio 2025, mentre la vittima si trovava nell'appartamento di Durnion. I due avrebbero consumato grandi quantità di cocaina e poi sarebbe avvenuta una violenta lite durante la quale l'uomo ha picchiato e strangolato Coulson fino a ucciderla. Più tardi quella notte, gli agenti sono intervenuti in seguito a segnalazioni secondo cui una donna stava urlando dall'interno dell'appartamento di Durnion.

Un vicino però ha sentito le urla e ha contattato la Polizia. Giunti all'appartamento, però, gli agenti non hanno sentito alcun rumore provenire dall'interno e quando l'uomo è uscito si è giustificato davanti agli agenti dicendo di essere in un momento di profonda crisi per avere appena scoperto che suo padre era malato di cancro.

In realtà, il vicino che aveva allertato le Forze dell'ordine aveva sentito le urla di Coulson. Il giorno successivo, con la complicità di Moore, Durnion ha portato il cadavere nel bosco poco distante con l'intento di fare sparire le tracce del suo crimine. Ha contattato il suo amico Moore, che aveva viaggiato con Durnion, in auto separate ma a poca distanza l'una dall'altra, fino a Binley Woods nel pomeriggio del 22 maggio.

Il corpo è stato nascosto in una buca e poi coperto da un materasso. È stato ritrovato solo cinque settimane dopo, e a causa del pessimo stato di conservazione l'autopsia non è stata in grado di stabilire la causa del decesso. Tuttavia, il medico legale ha ipotizzato che Reanne abbia subito lesioni alla testa e al collo mentre era in vita. Inoltre sono state riscontrate ustioni dopo la morte, risultato del tentativo di dare fuoco al cadavere.

Per il detective della unità omicidi, Nigel Box, si è trattato di "un brutale attacco contro una donna indifesa, avvenuto pochi minuti dopo il suo ingresso in casa di Durnion. Poi l'ha portata in un luogo isolato dove l'ha seppellita, l'ha bruciata e l'ha lasciata lì per settimane". E ha aggiunto: "Lui ha continuato la sua vita come se niente fosse, mentre la famiglia e gli amici di Reanne non sapevano dove si trovasse e si affannavano costantemente a cercare di contattarla".

La famiglia di Reanne: "Era una mamma devota"

In una dichiarazione, la famiglia della vittima ha voluto dare l'ultimo saluto a Reanne: "Era una madre devota, una figlia affettuosa, una sorella premurosa e un'amica leale. Era bella e gentile. Il suo calore e il suo umorismo hanno toccato tutti coloro che la conoscevano. Ci manca ogni singolo giorno. Era una parte insostituibile della famiglia e il vuoto che lascia non potrà mai essere colmato".

I genitori della giovane hanno anche ringraziato i testimoni che hanno reso possibile risalire al killer: "Desideriamo inoltre esprimere la nostra sincera gratitudine a tutti i testimoni che si sono fatti avanti. Il vostro coraggio, la vostra onestà e la vostra disponibilità a parlare hanno significato per la nostra famiglia più di quanto possiamo esprimere a parole".

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