Settimane prima della strage di El Paso la madre del ventunenne Patrick Crusius, il giovane accusato di aver ucciso ventidue persone tra cui dei bambini in Texas, chiamò preoccupata la polizia per condividere una informazione su suo figlio. Alla polizia di Allen, la città texana di residenza, la donna disse che il figlio di ventuno anni possedeva un fucile d’assalto. E secondo quanto rivelano i legali di famiglia, citati dalla Cnn, la donna si sentì dire dalla polizia che alla sua età Crusius poteva legalmente acquistare e possedere un’arma del genere. Nel fine settimana scorso, dopo le due stragi di El Paso e Dayton che hanno provocato trentuno morti, in America è riesplosa la polemica sulle armi. E di armi ha parlato il presidente Donald Trump, che ieri ha visitato (tra molte polemiche) le città teatro delle ultime sanguinose stragi. Trump ha ribadito il proprio sostegno a iniziative legislative volte a rafforzare i controlli per la vendita di armi, affermando che al Congresso “non c’è la volontà politica” di limitare la vendita dei fucili d’assalto.

Trump accolto dalle proteste nel luogo della strage – Dichiarazioni che ha rilasciato alla stampa proprio prima di partire, insieme alla first lady Melania, alla volta di El Paso e Dayton. “Posso dirvi che non c’è volontà politica per questo al momento”, ha spiegato Trump dalla Casa Bianca, riguardo a restrizioni sulla vendita di armi, ma “c’è una grande volontà, e intendo una volontà molto forte, per i controlli sui precedenti”. “Penso che repubblicani e democratici stiano per arrivare a una proposta di legge, a fare qualcosa per i controlli sui precedenti”, ha aggiunto il presidente statunitense. A El Paso Trump è stato accolto dalle proteste di quanti lo accusano di alimentare la violenza. Centinaia di persone si sono radunate in un parco della città texana con cartelli con su scritto  "Trump pentiti", "Niente più silenzio" e "Trump, no eres Bienvenido". Il presidente, che di continuo parla di invasione degli Stati Uniti da parte di migranti dall'America centrale, da molti viene accusato di essere responsabile di tanta violenza anche perché il killer Patrick Crusius pare avesse pubblicato on line un manifesto, poco prima del suo folle gesto, in cui denunciava "l'invasione ispanica".