La Corea del Nord condanna un cittadino Usa a 15 anni di lavori forzati

Condannato a 15 anni di lavori forzati. È questa la pena inflitta a Kenneth Bae, un cittadino statunitense accusato di aver commesso atti ostili contro la Corea del Nord. L’agenzia di stampa ufficiale di Pyongyang ha reso nota la sentenza di condanna del processo che si è tenuto martedì e che complica ulteriormente i rapporti già tesi tra il Paese e l’America. Kenneth Bae, che è stato identificato dalle autorità con il suo nome coreano Pae Jun Ho, ha 44 anni ed era stato arrestato a novembre mentre si trovava insieme a cinque turisti che erano entrati nel Paese attraverso il porto nord orientale di Rajin. Le autorità nordcoreane avrebbero rinvenuto, in quella occasione, informazioni sensibili nell’hard disk del computer di uno dei turisti.
L’America ha chiesto l’immediato rilascio di Bae – L’uomo, che viene descritto come un tour operator, era stato accusato di aver complottato per rovesciare il governo. Con questa accusa l’americano rischiava anche una condanna a morte. Lunedì scorso l’America aveva chiesto al regime di Pyongyang l’immediato rilascio di Bae. In passato anche altri due cittadini americani, dei giornalisti, erano stati condannati a 12 anni di lavori forzati ma furono poi rilasciati. Erano stati accusati di sconfinamento per essersi introdotte nel Paese dalla frontiera con la Cina. Allora la tensione tra Usa e Corea del Nord era scaturita dall'intenzione di Pyongyang di lanciare un missile a lungo raggio e condurre un test nucleare sotterraneo.