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Covid 19
24 Maggio 2020
10:03

La Cina avverte: “Siamo a un passo da una nuova guerra fredda con gli Stati Uniti”

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha detto in una conferenza stampa che Pechino e gli Stati Uniti sono “sull’orlo di una nuova Guerra Fredda”, in seguito alle dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla genesi del Coronavirus. “I due Paesi – ha aggiunto – non dovrebbero avere conflitti e cooperare in una logica win-win e di rispetto reciproco”.
A cura di Ida Artiaco
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Sale la tensione tra Cina e Stati Uniti nel bel mezzo della pandemia da Coronavirus, che in tutto il mondo ha già fatto oltre cinque milioni di contagi e quasi 400mila morti. Dopo le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump, che ha accusato il Paese del Dragone di essere il responsabile dello scoppio dell'emergenza, a parlare è stato oggi Wang Yi, ministro degli Esteri di Pechino, che durante una conferenza a margine dei lavori della sessione parlamentare ha spiegato che i due Paesi "non dovrebbero avere conflitti e cooperare in una logica win-win e di rispetto reciproco. Alcune forze politiche stanno spingendo verso l'orlo di una nuova Guerra Fredda. Tutto ciò è pericoloso e rischia di far tornare indietro la storia". Allo stesso tempo, ha aggiunto, "gli Usa devono rinunciare a voler cambiare la Cina e rispettare" la sua volontà di sviluppo della nazione.

Wang Yi ha poi sottolineato nel suo intervento che la Cina è aperta a dare un contributo agli sforzi congiunti della comunità scientifica internazionale per identificare l'origine del Coronavirus in maniera trasparente, equa e costruttiva. Inoltre, Pechino avrebbe finora esportato circa 12 miliardi di mascherine proprio negli Stati Uniti, equivalenti a circa 40 per ciascun americano, perché "Covid-19 è un nemico comune, che va combattuto insieme. L'avvio di azioni legali contro la Cina – ha continuato – è immorale ed inaccettabile. Ricattarci sulla questione Coronavirus non funzionerà. Noi dobbiamo difendere il nostro diritto alla sovranità e allo sviluppo. Non abbiamo nessun interesse a influenzare gli Stati Uniti e neanche loro dovrebbero averne a cambiare la nostra storia. Sebbene ci siano divergenze, ciò non significa che non c'è spazio per la cooperazione. Molte questioni globali richiedono negoziati tra le due parti".

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