L’influenza mette in ginocchio l’America: molti bambini uccisi dal virus
L’America sta vivendo, in questi giorni, un’emergenza in ben 47 Stati dovuta a una violentissima epidemia influenzale. Gli esperti del Centro di controllo delle malattie e del National Institute of Allergy and Infectious Diseases hanno fatto sapere che si tratta dell’ondata influenzale peggiore che ha colpito gli Usa almeno dagli anni 2003-2004. Tra gli Stati più colpiti c’è il Massachussetts dove gli ospedali, soprattutto nella capitale Boston, sono ormai senza posti letto a disposizione. Boston rappresenta decisamente il caso più eclatante dell’emergenza influenza, lì i ricoveri sono addirittura decuplicati rispetto allo scorso anno. Si tratta di un’influenza, il virus H3N2 è uno dei più virulenti, che sta colpendo spesso anche chi si era premunito con il vaccino. E la conta delle vittime aumenta ormai ogni giorno: sono più di 20 i soli bambini morti a causa del virus dall’inizio di dicembre. Secondo i dati del Cdc la scorsa settimana il numero dei decessi dovuti all’influenza o a polmonite ha raggiunto il 7.3% del totale delle morti nel Paese, un dato superiore alla soglia dell’epidemia fissata al 7.2%.
Ospedali pieni, tendopoli per affrontare l’emergenza – La popolazione più a rischio, come sempre in questi casi, è quella composta soprattutto dai più piccoli e dagli anziani: a loro va l’invito della Federal and Drug Administration (FDA) di vaccinarsi se non lo si è ancora fatto. Oltre al Massachussetts sono stati fortemente colpiti anche gli Stati di New York e il District of Columbia e in alcune città gli ospedali sono stati costretti a rifiutare nuovi pazienti proprio per la mancanza di posti letto. In Pennsylvania, al “Leigh Valley Hospital”, sono state erette tende all’esterno dell’edificio per affrontare l’emergenza. In questo modo è stato possibile avere a dispizione un pronto soccorso aggiuntivo. Diverse le autorità locali che hanno preso la decisione di chiudere le scuole per far in modo che il virus possa restare circoscritto e non propagarsi ulteriormente. In ogni caso il peggio sembra essere passato con il picco dell’influenza che dovrebbe essere stato ormai raggiunto.