Inquinamento, il Parlamento UE raddoppia i limiti delle emissioni per le auto
Nei giorni in cui in Italia la pioggia è attesa come mai prima d’ora per spazzare via lo smog che attanaglia i cieli delle grandi città, fa specie la notizia che il parlamento europeo ha bocciato una risoluzione della Commissione ambiente che raccomandava di porre il veto alle nuove procedure per i test sulle emissioni inquinanti delle auto, decise dopo il caso Volkswagen. Ciò vuol dire che le macchine potrebbero inquinare il doppio nel Vecchio Continente. In particolare, la modifica riguarderà il NOx, ossia l’ossido di azoto precursore delle famigerate polveri sottili. Il limite è fissato al 110% in più di quanto era stabilito prima dello scandalo che ha travolto la VW. La proposta di risoluzione della Commissione Ambiente voluta da Socialisti e Verdi, cioè di porre il veto su quanto proposto dalla Commissione Ue, è stata respinta con 323 voti contrari, 317 in favore e 61 astensioni. L’Acea, l’associazione dei costruttori europei di automobili, può tirare un sospiro di sollievo. Mentre Legambiente, oltre che i firmatari della proposta, parlano di “grosso favore alla Merkel” e di “favore alle lobby automobilistiche”.
Oggi il Parlamento europeo ha approvato una vera e propria sanatoria nei confronti del dieselgate facendo un grosso favore alla Merkel: invece di punire gli imbrogli delle case automobilistiche e di intensificare i controlli per smascherare eventuali frodi si è scelto, senza tenere in alcuna considerazione gli allarmi sull’inquinamento lanciati dall’Agenzia europea per l’ambiente, di alzare i limiti per il Nox di oltre il 100%”, denuncia Angelo Bonelli dei Verdi.
Verdi: “Regalo alla Merkel e alle lobby”
La Commissione europea chiarisce comunque che l’aumento temporaneo dei limiti è giustificato dal bisogno di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS), così come i limiti tecnici per il miglioramento – nel breve termine – della performance, in condizioni reali di guida, del rilevamento delle emissioni per le autovetture a diesel attualmente prodotte. Anche il presidente della Commissione Ambiente, Giovanni La Via, si è detto soddisfatto dell’esito del voto: “Grazie a questo voto abbiamo stabilito tempi certi per i test sulle emissioni e i controlli sulle auto circolanti. A questo punto, di fronte a impegni chiari presi dalla Commissione, l’industria sarà costretta a ridurre le emissioni. In caso di voto opposto – osserva La Via – avremmo perso un sacco di tempo, non avremmo avuto un quadro normativo di riferimento certo e da qui a un anno e mezzo avremmo dovuto cominciare tutto daccapo, con un’altra proposta della Commissione, magari non diversa da questa. Insomma, c’era chi voleva mettere un tappo alla marmitta, ma così facendo avrebbero spento il motore, ovvero il processo verso nuove regole più efficaci e concrete”.
Di scelta “assurda e insensata che va contro la salute dei cittadini e l'ambiente” parla invece il direttore generale di Legambiente, Stefano Ciafani “Un vero e proprio condono che premia i furbi e non l'innovazione e la qualità", ha commentato Ciafani. "In piena emergenza smog e con i livelli di inquinamento alle stelle", continua, "quello che è avvenuto è veramente assurdo, ed è solo a favore delle lobby automobilistiche".