Il suo cuore si è improvvisamente fermato, mentre faceva il bagno nella vasca. Amber Rummels, 18 anni, è stato trovata dalla madre “sott'acqua con i rubinetti ancora in funzione” nella sua casa di famiglia a Llandaff, Cardiff, in Galles. Secondo quando accertato dall’inchiesta sulla morte della teenager, Anita Lewis, 44 anni, ha tirato fuori Amber dalla vasca e ha compiuto disperatamente una manovra di rianimazione, prima che arrivassero i paramedici: nonostante il suo cuore sia tornato a battere, la 18enne è morta tragicamente quattro giorni dopo in ospedale. Secondo i medici Amber sarebbe morta per la cosiddetta sindrome di Brugada, una malattia geneticamente determinata che predispone al rischio di aritmie ventricolari maligne e può essere causa di decesso improvviso in giovani adulti con cuore strutturalmente sano.

In una dichiarazione resa durante il processo, Anita ha detto di essersi svegliata di notte e di essersi accorta che la luce in casa era saltata: “Mi sono accorta che dalla porta del bagno fuoriusciva dell’acqua”. Con una penna la donna sarebbe quindi riuscita a sbloccare la porta chiusa a chiave. "Ho guardato nel bagno e ho visto che l'acqua scorreva da entrambi i rubinetti. Amber giaceva in posizione fetale nella vasca, ho afferrato Amber e l'ho messa sul pavimento” ricorda. Anita ha provato a rianimare la figlia fino all’arrivo dei paramedici. La 18enne è deceduta all'University Hospital of Wales lo scorso 5 dicembre. Un esame post mortem ha stabilito che Amber è morta a causa di una lesione cerebrale ipossica e di una broncopolmonite necrotizzante legata alla sindrome di morte aritmica improvvisa. Sul volto aveva anche delle bruciature dovute alla temperatura molto alta dell’acqua del rubinetto.