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India, l’ospedale nega l’ambulanza, 35enne percorre 12 km con il corpo del figlio nato morto in una scatola

Un uomo di 35 anni ha trasportato il corpo del figlioletto nato morto in una scatola fino al suo villaggio, percorrendo la distanza dall’ospedale a casa a piedi. Il tutto è accaduto in India, dove già a dicembre un altro uomo era stato costretto a trasportare il cadavere del figlio di 4 mesi in una busta sui mezzi pubblici.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Un ospedale in India
Un ospedale in India

Ha trasportato il figlio nato morto in una scatola di cartone dall'ospedale a casa dopo che gli operatori del nosocomio di Chakradharpur, nel distretto di West Singhbhum, in India, gli hanno negato l'ambulanza. Il protagonista della vicenda è Ramkrishna Hembram, bracciante 35enne del villaggio di Bangarasai. L'uomo ha ha dovuto trasportare il figlio nato morto fino al suo villaggio in una scatola di cartone: ben 12 chilometri a piedi per raggiungere casa dopo che la moglie aveva inaspettatamente partorito prima del tempo.

La vicenda inizia quando Rita Tiriya, sua moglie, arriva in ospedale per dei controlli. Il tutto avviene nei primi giorni di marzo e in quel frangente il personale sanitario non riesce a rilevare il battito cardiaco del bambino, disponendo il trasferimento della 28enne in un'altra struttura per l'ecografia.

Durante il viaggio, però, la donna ha dato alla luce il figlio morto e Hembram ha chiesto l'intervento di un'ambulanza per i primi soccorsi alla moglie e per riportare il corpicino del piccolo nel villaggio di Bangarasai. Il nosocomio gli avrebbe negato la richiesta, sollecitando invece il personale medico a prendere in carico il corpo del neonato defunto.

Il 35enne non si è arreso e ha recuperato in fretta una scatola di cartone abbandonata nei pressi dell'ospedale, sistemando il corpicino senza vita al suo interno per poi camminare per 12 chilometri e dare degna sepoltura al figlio nato morto.

Stando a quanto riporta The Times of India, l'ospedale si è difeso affermando che il bracciante non aveva fatto alcuna richiesta del trasporto in ambulanza verso casa. Le autorità hanno annunciato che sul caso sarà aperta un'inchiesta per verificare le accuse mosse dalla famiglia al personale ospedaliero della struttura di Chakradharpur. Un caso simile si è verificato a dicembre dello scorso anno, quando un uomo è stato costretto a trasportare il cadavere del figlioletto di 4 mesi in un sacchetto di plastica a bordo di un bus perché non gli era stato accordato il permesso di usare l'ambulanza per il tragitto di 70 chilometri.

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