In Indonesia frana una delle discariche più grandi del mondo: almeno 5 morti e numerosi dispersi

La frana di una vera e propria montagna rifiuti nella discarica di Bantargebang, la più grande dell’Indonesia e tra le più grandi del mondo, ha provocato almeno cinque morti e diversi dispersi. Il crollo è avvenuto ieri pomeriggio nel sito di stoccaggio a circa 25 chilometri da Giacarta, dopo ore di forti piogge che hanno destabilizzato i cumuli di rifiuti favorendone lo smottamento.
Secondo le autorità locali, la massa di detriti ha sepolto mezzi pesanti e bancarelle di cibo presenti nella zona. Tra le vittime ci sono autisti di camion e venditori ambulanti. Oltre 200 soccorritori, tra polizia, militari e volontari, stanno lavorando con escavatori e cani da ricerca per trovare le persone ancora disperse.

La discarica di Bantargebang, estesa su oltre 110 ettari (circa 200 campi da calcio), è il cuore pulsante – e dolente – dello smaltimento rifiuti della grande area urbana di Giacarta, una megalopoli che conta oltre 40 milioni di abitanti. Inaugurato nel 1989, il sito riceve ogni giorno tra le 7.000 e le 8.000 tonnellate di scarti.
Negli ultimi tre decenni, la discarica si è trasformata in un paesaggio artificiale di colline di spazzatura che raggiungono e superano i 50 metri d'altezza, l’equivalente di un palazzo di 15 piani. Le autorità ambientali stimano che il sito contenga ormai più di 55 milioni di tonnellate di rifiuti, una cifra che ha portato la struttura ben oltre la sua capacità massima originaria.
Bantargebang però non è solo un sito di stoccaggio, ma un vero e proprio ecosistema sociale. Si stima che circa 3.mila famiglie di "scavatori" (waste-pickers) vivano all'interno o ai margini della discarica, setacciando a mani nude la plastica, il metallo e il cartone per rivenderli. Per queste persone, il rischio di frane, infezioni e inalazione di gas tossici come il metano (prodotto dalla decomposizione dei rifiuti organici) è una realtà quotidiana.