Primi casi sospetti di coronavirus in Europa. Quattro casi sospetti di contagio sono stati rilevati in Scozia. Lo riportano i media britannici, citando Jürgen Haas, responsabile dell'unità di medicina infettiva all'Università di Edinburgo. E l’esperto è convinto che ci saranno altri casi nelle grandi città del Regno Unito. Analisi sono in corso sulle persone che potrebbero essere infette, tutte arrivate in Scozia da Wuhan. Un caso sarebbe stato registrato anche in Francia. Secondo il quotidiano Le Figaro, si tratterebbe di una donna di Wuhan che ha avuto "sintomi di febbre e tosse". La ministra della Salute francese, Agnès Buzyn, ha però dichiarato stasera che "nessun caso sospetto" è stato al momento accertato in Francia. "Due casi sono stati esaminati – ha precisato la ministra parlando con i giornalisti – ma si sono rivelati negativi".

Il coronavirus nel resto del mondo

Un cittadino cinese sarebbe risultato positivo al test a Singapore. A dare notizia del primo caso certificato sul posto è stato il ministero della Salute locale. L’uomo, 66enne, proveniva da Wuhan; ora il figlio di 37 anni è trattato in ospedale come caso sospetto mentre i suoi compagni di viaggio sono in quarantena. Positiva ai test anche un'infermiera indiana che lavora in un ospedale in Arabia Saudita. "Un centinaio di infermiere indiane, per lo più del Kerala, che lavorano all'Al-Hayat Hospital (nella città saudita di Khamis Mushait) si sono sottoposte ai controlli e solo una è stata contagiata dal coronavirus. L'infermiera contagiata viene assistita all'Aseer National Hospital e si sta riprendendo", ha twittato il sottosegretario agli Esteri indiano V. Muraleedharan. In Arabia Saudita vivono circa 2,6 milioni di indiani. Contagiati anche due cinesi in Vietnam. Lo riferisce la Bbc. I due, padre e figlio, sono ricoverati in ospedale a Ho Chi Minh City. Il primo a essere contagiato sarebbe stato il padre, rientrato in patria da Wuhan.

Il passaggio del virus dai pipistrelli agli uomini

A segnalare il passaggio del virus dai pipistrelli ai serpenti e da questi all'uomo è un'analisi genetica (condotta su campioni provenienti da diverse specie ospiti e da diverse località della Cina) pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi.

Secondo gli esperti, come già successo in passato con i famigerati virus dell'influenza aviaria e con la Sars, la responsabilità sarebbe dei mercati di animali vivi, molto diffusi in Cina, dove accanto agli animali allevati nelle fattorie e ai pesci si vendono animali selvatici, come serpenti e pipistrelli. "I risultati della nostra analisi evoluzionistica – scrivono gli studiosi – suggeriscono per la prima volta che il serpente è il più probabile animale selvatico serbatoio del virus 2019-nCoV".

Il virus è dunque una combinazione di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Ricombinandosi geneticamente nei serpenti, quindi, il nuovo virus ha fatto il cosiddetto "salto di specie", acquisendo nuovi recettori che gli consentono di legarsi alle cellule del sistema respiratorio umano.