Almeno sette marinai morti e un disperso, è questo il tragico bilancio dell'affondamento di un nave cargo avvenuto nelle  scorse ore  nella Baia di Tokyo a causa delle violentissime mareggiate causate dal passaggio del tifone Hagibis in Giappone. La tragedia si è consumata sabato sera, alle 21.40 ora locale, le prime ore di domenica in Italia, quando la grossa nave da carico dal dislocamento di ben 1.925 tonnellate era ancorata nella Baia in attesa del passaggio della perturbazione. A nulla però sono servite le contromisure messe in atto dall'equipaggio per evitare di essere spazzati via dal tifone Hagibis. La forza del mare e del vento ha fatto capovolgere l'imbarcazione  trascinando via anche tutti i marinai a bordo della Jia De, nave battente bandiera di Panama.

Dopo l'allarme, sul posto è accorsa la Guardia costiera giapponese che, con l'ausilio di diversi mezzi, è riuscita a trarre in salvo 4 dei 12 membri dell'equipaggio composta da tre cittadini di Myanmar, sette cinesi e due vietnamiti.  Per gli altri purtroppo non c'è stato nulla da fare: sono stati trascinati via dalla corrente. Cinque cadaveri sono stati rivenuti domenica mattina nei pressi della stessa nave ma le operazioni di ricerca sono proseguite anche lunedì  quando la guardia costiera nipponica ha rinvenuto i corpi senza vita di altri due membri dell'equipaggio della nave panamense nella stessa baia di Tokyo. All'appello dunque manca solo uno dei marinai, considerato ancora disperso. I marinai soccorsi sono stati ricoverati in un ospedale di Yokohama ma si stanno riprendendo.

Tifone Hagibis, sale a 56 il bilancio dei morti

Intanto in Giappone sale a 56 il bilancio dei morti causati direttamente e indirettamente del tifone Hagibis. Lo ha annunciato la tv pubblica giapponese citando fonti ufficiali. Purtroppo si tratta di un bilancio ancora provvisorio visto che le squadre di ricerca e salvataggio stanno continuando a operare nelle aree colpite da alluvioni e frane, soprattutto nel Giappone centrale e orientale. Ancora decine di persone mancano all'appello e la distruzione è incalcolabile. Le autorità stanno cercando anche di ripristinare le infrastrutture come l'elettricità e i sistemi idrici visto che in molte zone del Paese ormai la popolazione non ha più nulla.