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Il New York Times su Paolo Zampolli: “L’amico di Trump ha chiesto all’Ice di espellere l’ex fidanzata”

Al centro di un’inchiesta Paolo Zampolli, noto per aver presentato Melania a Trump e oggi inviato speciale del presidente. Avrebbe contattato un funzionario dell’Ice per segnalare che la sua ex brasiliana si trovava negli Usa illegalmente. Il tutto mentre i due erano nel pieno di una battaglia legale per la custodia del figlio. Lui nega.
A cura di Susanna Picone
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Secondo il New York Times Paolo Zampolli, ovvero l'uomo a cui viene attribuito il merito di aver presentato Melania a Donald Trump e considerato una persona tra le più vicine al presidente americano, a giugno dell'anno scorso avrebbe chiesto un favore all'amministrazione. In particolare, secondo il giornale, l’ex agente di modelle il cui nome è finito anche negli Epstein Files avrebbe fatto espellere dagli Usa la sua ex fidanzata brasiliana.

Era venuto a sapere che la sua ex si trovava in carcere di Miami, arrestata con l'accusa di frode sul luogo di lavoro, e avrebbe colto la balla al balzo. I due stavano combattendo una battaglia legale per l'affidamento del figlio. Zampolli avrebbe quindi contattato un alto funzionario dell'Ice denunciando che la donna si trovava negli Stati Uniti illegalmente. A quel punto il funzionario, David Venturella, avrebbe chiamato l'ufficio dell'agenzia a Miami per assicurarsi che gli agenti prelevassero la donna prima che questa venisse rilasciata. Il funzionario avrebbe anche fatto notare che il caso rivestiva una certa importanza per una persona vicina alla Casa Bianca.

A quel punto la donna, Amanda Ungaro, è stata presa in custodia dall'Ice e quindi espulsa. L’italiano, da parte sua, ha negato di aver chiesto all'Ice di trattenere la sua ex o di aver sollecitato altri favori dichiarando di essersi limitato a chiedere di chiarire la situazione. Nel frattempo il dipartimento per la Sicurezza Interna ha affermato in un comunicato che Ungaro è stata trattenuta ed espulsa poiché in possesso di un visto scaduto da tempo e perché accusata di frode.

In un messaggio affidato a lasicilia.it, Zampolli ha sottolineato di volere "innanzitutto, ringraziare il New York Times per aver scelto un così bel ritratto d'archivio di me" e che se "anche se non definirei il reportage ‘fake news', è certamente inaccurato". "L'articolo sembra un attacco mirato alle politiche immigratorie dell'amministrazione, soprattutto in un momento così critico, mentre votiamo per finanziare la Homeland Security e proteggere la nostra nazione e i suoi alleati in un periodo di transiti globali e allarmi di sicurezza elevati. Sono orgoglioso di servire e di espormi al fuoco per il mio Paese. Tutto ciò che faccio è per gli Stati Uniti d’America”, ha detto l’amico di Trump, ribadendo poi di "non avere mai mai chiesto favori ai miei colleghi" e che le sue richieste avevano soltanto ed "esclusivamente la sicurezza di mio figlio".

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