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Il caffè sul volo Ryanair le finisce addosso: ci mette 8 mesi per guarire e ottiene maxi risarcimento

Denise Elliott, 63 anni, si ustiona con caffè bollente su un volo Ryanair tra Bournemouth e Maiorca. Il personale, a suo dire poco preparato al pronto soccorso, peggiora la situazione. Dopo otto mesi di cure ottiene un risarcimento extragiudiziale di migliaia di sterline.
A cura di Biagio Chiariello
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Quel volo Ryanair da Bournemouth, Regno Unito, a Maiorca, in Spagna, Denise Elliott, infermiera di 63 anni di Southsea, nello Hampshire, probabilmente non lo dimenticherà. Tutto è iniziato con una tazza di caffè servita senza coperchio. Il personale le aveva detto che i coperchi protettivi erano terminati, ma nessuno poteva immaginare che quell’incidente sarebbe costato alla donna otto, dolorosi mesi e un lungo recupero.

"Per fortuna so come intervenire in caso di ustioni", racconta oggi Denise, "ma se fossi stata un bambino o una persona anziana, chissà cosa sarebbe successo": appoggiata la tazza sul tavolo, il caffè le è finito sulle cosce.

Non l’ho urtata – assicura – ma è scivolata e mi ha colpita".

Immediato il tentativo di soccorso da parte del personale di bordo con panni bagnati e ghiaccio. Ma, secondo la ricostruzione della donna, la situazione è stata gestita male. "Pensavo che fossero formati al primo soccorso, ma non era così. Ho provato a usare il vestito per tamponare, ma avevo bisogno di qualcosa di assorbente bagnato. Ho chiesto un asciugamano o qualcosa di simile, ma non c’era nulla a bordo. Ho dovuto fare tutto da sola", spiega.

Quando finalmente è arrivato un aiuto concreto, si trattava solo di tovaglioli asciutti, poi di salviette contenenti alcool, assolutamente inadatte a trattare le ustioni. Solo più tardi è comparso un flacone di gel, ma Denise non ha potuto trattenerlo per una seconda applicazione: doveva rientrare nel kit di bordo. "È stato un vero shock", ricorda.

La vicenda si è conclusa con un accordo extragiudiziale da 4.350 sterline, poco più di 5.000 euro. Ryanair in realtà ha negato ogni responsabilità, ma ha comunque versato la somma prima che la questione arrivasse in tribunale. Denise dice che "non è mai stata una questione di soldi", ma che il risarcimento le ha dato una sorta di sollievo dopo mesi difficili.

La sua avvocatessa, Tracy Stansfield di Hudgell Solicitors, sottolinea che anche affrontare un gigante come la nota compagnia low cost può essere scoraggiante, "ma le aziende devono rispondere delle proprie azioni, proprio come chiunque altro".

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