Dopo la decisione degli Stati Uniti e l’annuncio del presidente Usa, Joe Biden, del ritiro delle truppe americane in Afghanistan, anche la Nato sceglie la stessa linea. I Paesi membri della Nato hanno concordato il ritiro delle truppe dall’Afghanistan dopo la decisione degli Usa. Il piano degli Stati Uniti è quello di prevedere la partenza dei militari e il loro ritorno in patria dal primo maggio e fino all’11 settembre, data simbolica entro cui si dovrà concludere il ritiro delle truppe, in occasione del ventesimo anniversario dell’attentato delle Torri Gemelle. Gli alleati della Nato hanno stabilito che il ritiro dei soldati inizierà, come annunciato per gli Usa, dal primo maggio. Un ritiro che sarà “ordinato, coordinato e deliberato”, afferma la stessa Nato nel comunicato finale della riunione di oggi.

La previsione è quella di completare il ritiro di tutte le forze entro pochi mesi, anche se si sottolinea che “qualsiasi attacco talebano contro le truppe alleate durante questo ritiro riceverà una risposta energica”. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, commenta: “Questa non è la fine del nostro rapporto con l’Afghanistan, ma l’inizio di un nuovo capitolo”. Da maggio a settembre, quindi, saranno oltre 7mila i soldati della coalizione – tra cui 800 italiani – che lasceranno l’Afghanistan. La situazione nel Paese, però, è tutt’altro che sotto controllo: secondo i dati dell’Onu, solamente nei primi tre mesi dell’anno sono stati uccisi 573 civili e si sono registrati 1.200 feriti, soprattutto donne e bambini, rimasti mutilati, vittime di sparatorie e di ordigni esplosivi.

Il ritiro delle truppe italiane in Afghanistan viene annunciato dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “Si è appena conclusa una giornata storica per la Nato qui a Bruxelles. Dopo 20 anni di presenza in Afghanistan si è raggiunta una decisione storica: dal primo maggio inizierà il ritiro delle truppe della Nato, e quindi anche quelle italiane, da quel Paese. Dopo vent'anni di presenza Nato in Afghanistan, Italia e tutti gli alleati della Nato, Stati Uniti in primis, hanno deciso di ritirare le proprie truppe. Questo non vuol dire lasciare da solo il popolo afghano che continueremo a sostenere con la cooperazione allo sviluppo, con i progetti che aiutano le scuole, i diritti umani, le imprese, lo sviluppo economico. Ma significa cambiare approccio. E cambiamo approccio decidendo tutti insieme di ritirare i nostri soldati ed è a loro che va il mio grazie. Ai nostri soldati italiani e a tutti i soldati alleati”.