Guerra Ucraina-Russia

Guerra Ucraina-Russia, Zelensky: “Siamo pronti a fermare gli attacchi se Mosca farà lo stesso”

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Zelensky apre alla sospensione degli attacchi contro le infrastrutture russe se Mosca farà lo stesso con quelle ucraine. L’annuncio arriva dopo le parole di Trump su una possibile intesa. Intanto continuano i raid russi, compreso quello contro un treno vicino al confine polacco, mentre l’Ue rinvia di sette giorni il rinnovo delle sanzioni contro Mosca.

L'Ucraina apre alla sospensione degli attacchi contro le infrastrutture russe, ma a una condizione: che anche Mosca faccia lo stesso. È quanto ha fatto sapere Volodymyr Zelensky dopo l'annuncio di Donald Trump, secondo cui Russia e Ucraina avrebbero accettato di fermare i raid contro gli obiettivi energetici.

Kiev, però, chiede garanzie concrete e resta scettica sulla disponibilità russa a rispettare l'eventuale intesa. Intanto, mentre sul piano diplomatico si cerca una possibile tregua, sul terreno continuano gli attacchi e cresce la preoccupazione dei Paesi europei.

Zelensky: "Pronti a fermare gli attacchi se la Russia farà lo stesso"

"L'Ucraina ha proposto ai suoi partner di garantire un accordo con la Russia che fermi la distruzione delle infrastrutture critiche", ha scritto Zelensky sui social. Il presidente ucraino ha spiegato che Kiev sarebbe pronta a fermare i propri attacchi se i partner riuscissero a garantire che Mosca "si astenga realmente" dal colpire la rete elettrica, gli impianti energetici, le infrastrutture critiche e le vie di approvvigionamento alimentare.

Zelensky ha però ribadito la diffidenza nei confronti del Cremlino. L'eventuale accordo, ha sottolineato, dovrebbe essere "affidabile, di lungo periodo" e avere un effetto concreto sulla vita della popolazione. Non dovrebbe quindi trasformarsi in una tregua temporanea destinata a saltare dopo le elezioni russe per il rinnovo della Duma, previste nel fine settimana, o dopo un temporaneo allentamento della pressione sulle forniture di benzina e diesel.

"Le forniture alimentari, i sistemi energetici e altri beni essenziali per la sopravvivenza devono essere tutelati", ha aggiunto il presidente ucraino, ricordando gli attacchi contro impianti energetici, porti, infrastrutture logistiche e depositi di generi alimentari e medicinali. "La guerra deve finire", ha concluso, indicando nella protezione delle infrastrutture critiche un possibile "primo passo verso la pace".

Trump: "Russia e Ucraina hanno accettato di fermare i raid sulle infrastrutture energetiche"

L'annuncio di Zelensky è arrivato dopo quello di Donald Trump. "L'Ucraina ha accettato di non colpire gli obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare altrettanto!", ha scritto il presidente americano su Truth Social.

Trump aveva chiesto a Kiev di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe, sostenendo che il conflitto tra Mosca e Kiev rappresenta una delle principali cause dell'aumento dei prezzi della benzina a livello mondiale. Il Cremlino ha accolto favorevolmente l'appello del presidente americano.

Al momento, tuttavia, resta da capire come e quando l'eventuale intesa dovrebbe entrare concretamente in vigore. Zelensky ha infatti parlato della disponibilità ucraina a rispettare una sospensione reciproca, ma ha chiesto ai partner internazionali garanzie sulla condotta della Russia.

Attacco russo contro un treno vicino al confine con la Polonia

Mentre si parla di una possibile de-escalation, la guerra continua sul terreno. Tra gli episodi che hanno provocato maggiore allarme c'è l'attacco russo contro un treno nei pressi del confine tra Ucraina e Polonia. Il convoglio è stato colpito da un drone vicino al valico di Yahodyn, a circa due chilometri dalla frontiera polacca. Non ci sono state vittime.

Per Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri, si è trattato di "chiaramente un messaggio per il mondo occidentale", con l'obiettivo di intimidire i Paesi che continuano a sostenere Kiev. "Dovremmo fare l'opposto: dovremmo dimostrare che siamo al fianco dell'Ucraina e che non abbiamo paura", ha detto Kallas durante il vertice europeo sull'Artico in Finlandia.

Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha lanciato l'allarme. "In Europa la pace è a rischio, occorre considerare seriamente questa minaccia", ha dichiarato, parlando della necessità di rafforzare la sicurezza europea.

Due morti nell'attacco russo allo stabilimento ArcelorMittal

Tra gli ultimi episodi sul territorio ucraino c'è anche un attacco missilistico contro lo stabilimento ArcelorMittal di Kryvyi Rih. Due lavoratori di aziende esterne sono morti e altri due dipendenti dell'impianto sono rimasti feriti. Il complesso siderurgico ha riportato danni e sono in corso le verifiche per stabilire l'entità degli interventi necessari alla ripresa delle attività.

È il secondo attacco di questo tipo contro lo stabilimento in poche settimane. Un precedente raid russo aveva provocato altre vittime e costretto l'azienda a sospendere la produzione primaria di acciaio per consentire le riparazioni.

Kiev accusa la Bielorussia: "Gli attacchi sono stati condotti dal suo territorio"

Le autorità ucraine accusano inoltre la Bielorussia di aver facilitato alcuni dei recenti attacchi russi con droni contro le regioni occidentali del Paese, tra cui Rivne, Volinia e Leopoli.

Secondo Andriy Demchenko, portavoce della Guardia di frontiera ucraina, i droni lanciati dalla Russia sarebbero stati supportati da segnali trasmessi attraverso ripetitori presenti in territorio bielorusso. "Constatiamo che la Bielorussia non smette di sostenere un Paese terrorista", ha dichiarato il militare.

L'accusa aggiunge un ulteriore elemento di tensione sul fianco orientale dell'Europa, mentre Kiev continua a chiedere ai suoi alleati maggiore pressione su Mosca e Minsk.

L'Ue rinvia di sette giorni il rinnovo delle sanzioni alla Russia

Sul fronte europeo, intanto, gli Stati membri hanno deciso di prorogare per altri sette giorni le sanzioni individuali contro la Russia, rinviando al 22 settembre la scadenza del regime che riguarda oltre 2.600 persone ed entità.

Il Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri, ha spiegato che il rinvio serve a concedere più tempo per esaminare le proposte di rinnovo. Le consultazioni proseguiranno nei prossimi giorni.

Il mantenimento delle sanzioni resta per Bruxelles uno degli strumenti per continuare a esercitare pressione sulla Russia e indebolire la sua capacità di sostenere la guerra. Il rinvio arriva mentre, sul piano diplomatico, si tenta di capire se la proposta di una sospensione degli attacchi alle infrastrutture possa trasformarsi in un primo passo concreto verso una tregua più ampia.

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