Un bambino di otto anni è morto di difterite. E' accaduto in Grecia, dove la malattia era scomparsa da quarant'anni ma dove, dopo questo caso, è tornato l'incubo dell'infezione. Il piccolo è arrivato al pronto soccorso dell'ospedale di Atene in gravi condizioni ed è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dove, nonostante le cure dei sanitari, è deceduto. L'episodio è stato riportato dai media greci e confermato anche dal più recente report dell'European Center for Disease Control (Ecdc).

Stando a quanto raccontato dal quotidiano online Ethnos.gr, il bambino è morto a pochi dal ricovero in terapia intensiva nell'ospedale pediatrico di Atene a causa dell'infezione. I media ellenici hanno subito chiarito che il piccolo non era vaccinato, anche se a tal proposito mancano conferme ufficiali. Per quanto riguarda la malattia invece non ci sono dubbi: gli esami di laboratorio hanno infatti confermato  che si è trattato di difterite. "L'ultimo caso registrato di difterite in Grecia è stato importato nel 1994 – si legge nel report dell'Ecdc -, mentre l'ultimo caso autoctono letale risale agli anni '70. La malattia in un individuo completamente vaccinato è molto rara".

La difterite è tornata a contagiare pazienti in Europa già da alcuni anni e anche in Italia è stata segnalata la malattia: una della ultime nel 2016, quando paziente è entrato in contatto con il batterio, senza tuttavia ammalarsi. Prima della Seconda Guerra mondiale si registravano oltre mille morti all'anno e ora, a causa del "calo delle vaccinazioni", si teme "che si possa verificare il ritorno" della patologia, aveva spiegato Walter Ricciardi, al tempo presidente dell'Istituto superiore di sanità. La malattia era ricomparsa nel 2016 anche in Belgio e nel 2015 in Spagna dove ha colpito un bambino di 6 anni a 30 anni di distanza dall'ultimo caso.

Che cos'è la difterite

La difterite è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae che, una volta penetrato all'interno dell'organismo, può lesionare tessuti e organi fino alla loro distruzione. La patologia colpisce più frequentemente la gola, il naso, la faringe, la laringe, la trachea e le tonsille e l’infezione si può trasmettere per via respiratoria o attraverso il contatto con oggetti contaminati o ferite infette.