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Gli emiri del Qatar comprano anche Porta Nuova a Milano

Il profumo dei petroldollari continua a propagarsi con ottimi riscontri in Italia. Qatar Holding entra nel progetto di sviluppo immobiliare Porta Nuova a Milano. Ed è solo l’ultimo capitolo degli investimenti degli sceicchi nel nostro Paese.
A cura di Biagio Chiariello
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C'era una volta una Paese arabo lontano di nome Qatar. Con gli anni quello stato è diventato sempre più ricco grazie ai petroldollari ed ora sta facendo propri sempre più complessi industriali, commerciali e del lusso. Sopratutto in Europa, e in Italia. A Milano precisamente, dove i sultani bianchi (di Qatar Holding) si preparano a rilevare il 40% del progetto di sviluppo di Porta Nuova, attraverso la sottoscrizione di quote di nuova emissione. L'operazione è frutto di un accordo tra Hines Italia Sgr, responsabile dello sviluppo di Porta Nuova, e l'Emirato che continua così ad ampliare il proprio portafogli di investimenti immobiliari nel Vecchio Continente.

Il valore di mercato del progetto, uno dei più ambiziosi in Europa, è di circa 2 miliardi di euro, come spiega il Sole 24 Ore: "Il cantiere sta trasformando il centro di Milano con alcuni tra gli edifici già diventati icone dell’architettura italiana come l’edificio simbolo della sede di Unicredit progettato dall’architetto argentino Cesar Pelli. La trasformazione restituirà a Milano un’area dismessa di oltre 290mila metri quadrati, con 30 edifici precertificati o certificati Leed Gold. Il progetto si articola in diverse fasi: la prima di Porta Nuova Garibaldi è quasi del tutto completata, mentre la fase due sarà ultimata in tempo per Expo 2015; la fase Porta Nuova Varesine e Porta Nuova Isola sarà realizzata nel 2014″.

Non stupisce lo "shopping" europeo del Qatar, direttamente proporzionale al bisogno di risorse economiche dei Paesi del Vecchio Continente. L'ultimo caso è quella della riqualificazione dello Shell Centre di Londra per cui gli sviluppatori del progetto hanno chiesto la partecipazione del fondo sovrano degli emiri, molto interessati vista l'impennata dei prezzi immobiliari nella City prevista almeno fino al 2018. Per l'ente arabo quello nel mercato immobiliare milanese è il secondo grande investimento nel nostro Paese, dopo la joint venture con il Fondo strategico italiano, legato alla Cassa depositi e prestiti.

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