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Giustiziato per omicidio, 4 anni dopo i test scoprono DNA di un’altra persona sull’arma del delitto

L'uomo si era sempre proclamato innocente ma per la legge statunitense era colpevole senza ombra di dubbio così Ledell Lee è stato condannato a morte per l’omicidio e lo stupro di una giovane e giustiziato con iniezione letale in Arkansas nel 2017. A 4 anni dall’esecuzione, nuovi test scientifici sui reperti del delitto rivelano un enorme errore giudiziario.
A cura di Antonio Palma

Per la legge statunitense era colpevole senza ombra di dubbio così Ledell Lee è stato condannato a morte per l’omicidio e lo stupro di una giovane e giustiziato con iniezione letale in Arkansas nel 2017 ma ora, a 4 anni dall’esecuzione, nuovi test scientifici sui reperti del delitto potrebbero rivelare che si è trattato di un enorme errore giudiziario. La città di Jacksonville lo scorso anno infatti ha accettato di consentire nuovi test sulle impronte digitali e sulle prove alla ricerca del DNA a seguito delle richieste di alcuni gruppi per la difesa dei diritti civili. I risultati potrebbero ora stravolgere quella che era stata la ricostruzione del processo.

Quattro anni dopo l’esecuzione dell’uomo, gli avvocati delle associazioni infatti dicono che il materiale genetico trovato dell'arma del delitto appartiene ad un’altra persona mai identificata. I nuovi test hanno trovato il DNA di un uomo sconosciuto sul manico della mazza insanguinata apparentemente utilizzata per colpire a morte Debra Reese, lo stesso materiale trovato anche su una maglietta insanguinata che era avvolta attorno al bastone.

I test e le analisi sulle vecchie prove sono stati possibili dopo che diverse associazioni per i diritti civili hanno citato in giudizio la città di Jacksonville insieme alla famiglia di Lee. Gli avvocati degli attivisti hanno spiegato che il profilo del DNA emerso dalle analisi non corrispondeva a nessuno presente nei database nazionale così come non identificate son le impronte digitali che erano state scoperte sulla scena del crimine nel 1993. "Mentre i risultati ottenuti ventinove anni fa dopo la raccolta delle prove si sono rivelati incompleti e parziali, è da notare che ora ci sono nuovi profili DNA che non erano disponibili durante il processo o il procedimento post-condanna nel caso del signor Lee", spiegano da Innocence Project.

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