Fugge da casa e uccide il padre che lo aveva raggiunto in Irlanda: “Ero in missione per Dio”

Henry McGowan ha affermato di aver ucciso il padre John, un finanziere del Connecticut, mentre "era in missione per conto di Dio". Il 30enne soffriva di disturbi psichici dal 2022 e aveva un disturbo bipolare diagnosticato per il quale era in cura, tra momenti di apparente serenità e ricadute. Il delitto è avvenuto nel 2024 a Laois, in Irlanda, dove John McGowan aveva raggiunto il figlio nel tentativo di riportarlo a casa dopo una fuga.
Il giovane, all'epoca 30enne, aveva assassinato il padre in un albergo di lusso dopo che quest'ultimo, su indicazione di un amico che gli aveva confidato di aver incontrato Henry in strada, aveva raggiunto l'Irlanda nel tentativo di offrirgli aiuto.
La fuga da New York nel 2022 e i ricoveri in Europa
Tutto era iniziato nel 2022, quando Henry McGowan era fuggito dal suo appartamento nel centro di New York per raggiungere l'Europa. A Parigi era stato ricoverato per un mese, per poi essere dimesso. Nel 2023 aveva intrapreso delle cure per disturbo bipolare e sembrava essere in ripresa. L'anno dopo, precisamente nel mese di ottobre, aveva però avuto una ricaduta che aveva segnato una nuova fuga in Europa.
A dare notizie di Henry era stato proprio un amico di John McGowan che aveva raccontato di aver incontrato il 30enne in strada con uno sguardo perso, vestito con una pelliccia sintetica rosa. Dopo aver ricevuto queste informazioni, l'11 novembre del 2024, l'uomo era partito per Dublino nella speranza di ritrovare il figlio e metterlo alle strette per farlo tornare a casa.
L'arrivo in Irlanda e il delitto
Una volta arrivato in Irlanda, McGowan aveva raggiunto l'ospedale Mater Misericordiae dove Henry era stato ricoverato qualche giorno prima, ma non lo aveva trovato. Per questo aveva deciso di prenotare una stanza d'albergo poco lontano dal nosocomio irlandese, in attesa di andare a cercare il figlio.
Durante la serata, una dottoressa dell'ospedale Mater Misericordiae, rimasta in contatto con McGowan per aiutarlo a ritrovare il figlio, aveva provato a contattarlo per fornirgli alcune informazioni su altri ospedali che avrebbero potuto avere notizie di Henry, ma senza successo. Dopo ore di tentativi, la donna aveva provato a contattare i parenti rimasti in Connecticut, ma anche loro le avevano riferito di non avere notizie del finanziere da diverse ore.
Dopo svariate telefonate alla reception dell'albergo, la polizia aveva trovato l'uomo morto nei pressi della piscina dell'hotel. I sospetti si sono subito concentrati sul figlio Henry, che da più di un anno è detenuto in un ospedale psichiatrico forense fuori Dublino per disturbo bipolare e schizofrenia.
Il 30enne ha effettivamente ammesso il delitto alle autorità, affermando di aver ucciso il padre durante "una missione assegnatagli da Dio". Henry avrebbe prima picchiato e poi strangolato il padre, lasciandolo morente a terra. Prima di fuggire, gli avrebbe detto: "Ti amerò per sempre, qualunque cosa accada".
Il processo per quanto accaduto nel 2024 è stato celebrato in questa settimana a Dublino e il 30enne si è dichiarato non colpevole per infermità mentale. "Mi sentivo come in un videogioco – ha raccontato in aula -. Era come essere in un'altra dimensione".
Secondo quanto ricostruito, il 30enne avrebbe incontrato il padre nei pressi di un'area annessa al complesso della piscina dell'albergo e lì avrebbe sbattuto la testa dell'uomo contro un muro dello spogliatoio, poi lo avrebbe strangolato per oltre 60 secondi. Henry aveva detto di aver ucciso l'uomo perché credeva che "fosse un impostore" e di sentirsi in quel momento una sorta di supereroe, parte di una missione segreta per rovesciare un complotto.