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Le proteste in Francia per la morte di Nahel

Francia, soldati incappucciati infiltrati tra la polizia per fermare le rivolte: aperta un’inchiesta

Il Ministero francese delle Forze Armate ha avviato un’indagine interna per verificare la partecipazione di militari dell’Esercito alle operazioni antisommossa condotte dalla polizia a Lorient.
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A cura di Davide Falcioni
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Le proteste in Francia per la morte di Nahel

Il Ministero francese delle Forze Armate ha avviato un'indagine interna per verificare la partecipazione di militari dell'Esercito alle operazioni antisommossa condotte dalla polizia a Lorient contro manifestanti che protestavano per l'omicidio del 17enne Nahel da parte di un agente di polizia di Nanterre. A confermarlo all'AFP è stato lo stesso dicastero, affermando che non verranno rilasciate altre dichiarazioni fino a quando non saranno disponibili i risultati dell'inchiesta.

La notte tra venerdì e sabato scorsi una cinquantina di poliziotti e gendarmi sono stati mobilitati per fronteggiare una rivolta esplosa a Lorient, in Bretagna, per la morte di Nahel. Secondo numerose fonti di stampa, tuttavia, accanto agli uomini delle forze dell'ordine ci sarebbero state una trentina di persone incappucciate, alcune delle quali avrebbero effettuato anche degli arresti. Si tratterebbe di soldati del contingente di circa 3.500 uomini presente in città che, come ricorda BFM TV, "possono essere chiamati a intervenire per incendi boschivi o calamità naturale, ma non possono mantenere l'ordine pubblico, se non in casi eccezionali"; tali casi, comunque, sono regolamentati dalla legge e certo non prevedono che i militari si muovano autonomamente con il volto travisato da un passamontagna.

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La presenza di una sorta di "milizia" nelle fila delle forze dell'ordine ha suscitato non poco scalpore. Sebbene il sindaco di Lorient abbia smentito questa circostanza, lo stesso capo della polizia locale è stato molto meno categorico: "La polizia nazionale ha lavorato tutta la notte e ha scoperto che c'erano diversi gruppi non identificati composti da individui incappucciati", proprio quelli che avrebbero aiutato la polizia nelle azioni antisommossa arrivando ad effettuare degli arresti.

Il quotidiano Ouest-France il 3 luglio ha pubblicato l'intervista di un soldato che, a condizione di anonimato, ha confermato la sua partecipazione alle operazioni contro i manifestanti, indicando anche la presenza di una trentina di colleghi intenzionati a non "lasciare che il Paese bruci". Il militare ha assicurato che il gruppo non era stato organizzato a monte ma che più individui si sono trovati nello stesso posto per la stessa ragione: lottare contro la violenza. "Che i soldati siano venuti a sostenere la polizia, ovviamente, può scioccare. Alcuni agenti di polizia ci hanno ringraziato e hanno accettato il nostro aiuto, altri hanno preferito metterci a distanza".

Al momento il caso non sembra destinato ad avere risvolti giudiziari. Sebbene sia stata aperta un'indagine interna alle Forze Armate, infatti, la procura di Lorient ha dichiarato di non avere "alcun elemento concreto o oggettivo" da valutare e di non aver ricevuto nessuna denuncia riguardante un intervento di estranei alle forze dell'ordine.

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