Francesca Albanese dopo la richiesta di Francia e Germania: “Mai dette quelle parole su Israele, non mi dimetto”

Prima la Francia, poi anche la Germania contro Francesca Albanese, relatrice speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi. Il Ministro degli Esteri francese, Jean Noel Barrot, ne aveva chiesto le dimissioni ieri, a causa di alcune sue presunte affermazioni con le quali avrebbero definito Israele "nemico dell'umanità". Oggi si è aggiunto anche l'omologo tedesco Johann Wadephul, che ha parlato di "parole oltraggiose contro Israele".
Albanese era intervenuta al forum internazionale di Al Jazeera sul Medio Oriente a Doha, lo scorso fine settimana, un evento a cui avevano preso parte diversi leader politici, tra cui quello di Hamas, Khaled Meshaal. Ma la replica della relatrice Onu smentisce del tutto le ricostruzioni accreditate dai Ministri degli esteri di Francia e Germania: quelle parole a lei attribuite, Albanese non le ha mai dette. A mettere in giro ricostruzioni sull'intervento di Albanese al forum di Al Jazeera sarebbero stati alcuni think tank israeliani, che si diffondono soprattutto su Telegram e che hanno riportato una versione strumentalizzata delle parole della giurista italiana.
"Mai detto quelle frasi, è una strumentalizzazione israeliana"
Raggiunta al telefono da Fanpage.it Francesca Albanese esterna tutta la sua amarezza per quella che definisce l'ennesima azione violenta nei suoi confronti, basata su pure strumentalizzazioni messe in giro da ambienti estremisti israeliani. "Ho ricevuto con costernazione le esternazioni del Ministro degli esteri francese, che mi ha attribuito parole non vere e mosso accuse sulla base di informazioni assolutamente false", ci spiega Albanese. Secondo la ricostruzione della giurista italiana a mettere in giro affermazioni fasulle a lei attribuite sarebbe stato un gruppo pro Israele, non nuovo a campagne denigratorie e diffamatorie nei suoi confronti, attraverso canali Telegram. "Quelle falsità sono state messe in giro da un noto think thank pro Israele e pro apartheid, che da sempre diffama chiunque critichi lo Stato di Israele e la sua condotta non in linea con il diritto internazionale", spiega la relatrice Onu.
Per lei però, oltre alle accuse dei rappresentati di Francia e Germania, c'è stata anche tanta solidarietà: "Prendo atto di quello che è successo, così come prendo atto della grandissima solidarietà che ho ricevuto, innanzitutto in Francia, e devo ringraziare la stampa francese perché ha fatto domanda alla diretta interessata, ha chiesto conferme o smentite, ha verificato le fonti, è stato un bell'esercizio quello che ho fatto nelle ultime 24 ore con i giornalisti francesi". Ma anche il mondo dei giuristi si è mobilitato in difesa della Albanese: "In Francia è stato depositato una richiesta di intervento legale alla Procura della Repubblica".

"Violenza persecutoria nei miei confronti, ma vado avanti"
Le campagne diffamatorie nei confronti di Francesca Albanese non sono purtroppo una novità. Proprio Fanpage.it nel luglio scorso aveva svelato come il governo israeliano ha investito decine di milioni di euro per comprare pubblicità su Google per screditare la relatrice Onu. Attraverso la Israeli Government Advertising Agency, agenzia che opera come gruppo di comunicazione per il governo di Benjamin Netanyahu, furono messi in rete contenuti falsi per diffamare Albanese, così come l'agenzia Onu UNWRA, completamente smantellata dal governo israeliano di estrema destra sul proprio territorio e nei territori palestinesi.
Quello che colpisce è che dei Ministri non abbiano verificato la veridicità delle parole attribuite alla relatrice Onu. "Io non so che dire, tutto questo è di una violenza incredibile e persecutoria nei miei confronti e so benissimo perché" commenta con Fanpage.it. La giurista non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro rispetto al suo lavoro, dopo i quattro rapporti già presentati sulle violazioni dei diritti umani da parte del governo israeliano nei confronti della popolazione civile palestinese. "Vado avanti nei miei propositi di continuare a parlare di giustizia, del rispetto della vita umana, della dignità umana come protetta dal diritto internazionale, che ci piaccia o no. E mi chiedo perché il Ministro degli esteri francese non utilizzi un po' di quella verve che ha scaricato nei miei confronti dei crimini commessi dallo Stato di Israele".