Andreas Lubitz, l’uomo responsabile dello schianto del volo Germanwings Barcellona-Dusseldorf sulle Alpi francesi nel marzo dello scorso anno, soffriva di una “psicosi minacciosa”. È questa la diagnosi di uno dei medici a cui si era rivolto il giovane co-pilota tedesco secondo quanto emerge dall’inchiesta sul disastro costato la vita a 149 persone. Lo rivelano i primi elementi dell’inchiesta, basati su rapporti medici e mail scambiate con uno psichiatra, citati dai media francesi. Il 10 marzo 2015, due settimane prima del disastro aereo, Lubitz scrisse al suo medico che era esausto, diceva che non dormiva la notte, “al massimo due ore di sonno, ma accadeva ormai raramente”. Era preoccupato per i suoi problemi di vista e confessò di prendere un antidepressivo e che ne aveva addirittura raddoppiato il dosaggio senza ottenere alcun risultato. Già nel 2009 il giovane era caduto in una grave depressione dalla quale era uscito grazie alla psicoterapia mentre nelle ultime settimane prima dello schianto, riporta Le Parisien, un velo gli ostacolava la vista, mentre degli aloni si formavano la notte intorno a dei punti luminosi. Tra gennaio e marzo del 2015 Lubitz avrebbe incontrato circa trenta esperti.

Lubitz aveva strappato i certificati medici – La diagnosi di “psicosi minacciosa” ha spinto diversi medici a prescrivergli dei giorni di sospensione dal lavoro, uno dei quali copriva anche il giorno dello schianto. Certificati che dopo il disastro aereo gli investigatori hanno trovato strappati a casa del co-pilota: non li aveva mai consegnati alla compagnia aerea. L’ultima visita medica di Andreas Lubitz risale al 20 marzo: il co-pilota dorme un po’ meglio, sembra sereno. Alle domande sulla sua vita privata, dice di avere un buon rapporto con i genitori, gli amici e la fidanzata. Ma quello che è successo dopo quattro giorni, il 24 marzo del 2015, è tristemente noto: Lubitz si è ucciso schiantandosi contro le montagne e condannando a morte tutti i passeggeri del suo volo.