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Covid 19
28 Novembre 2022
08:16

Esplodono le proteste anti Covid in Cina: arrestato giornalista BBC a Shanghai, scontri a Pechino

Proteste da un angolo all’altro della Cina contro le restrizioni anti Covid imposte dal governo per l’aumento record dei nuovi contagi: scontri a Pechino, a Wuhan i cittadini hanno distrutto gli stand per i test anti Covid e a Shanghai un giornalista della BBC è stato arrestato mentre riprendeva le manifestazioni in piazza.
A cura di Ida Artiaco
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Non si placa in Cina la rabbia dei cittadini contro le restrizioni anti Covid, dopo il boom di nuovi contagi che si sta registrando negli ultimi giorni. Ieri è stato raggiunto un nuovo record: oltre 40mila infezioni, per la precisione 40.347, di cui 36.525 asintomatici, dati in aumento rispetto ai 39.791 casi del giorno precedente.

Per questo, in molte città le amministrazioni locale hanno deciso di chiudere scuole, cinema e centri commerciali, oltre a imporre blocchi nei quartieri focolaio impedendo alle persone anche solo di uscire di casa.

Il che ha aumentato la rabbia e la frustrazione dei residenti: nel weekend migliaia di persone sono scese in piazza e si sono verificati violenti scontri tra manifestanti e polizia per la politica Covid zero adottata dal governo di Pechino, in particolare a Shanghai, Pechino, Chengdu, Wuhan e Guangzhou.

La rivoluzione dei fogli bianchi contro la censura

Simbolo delle proteste anti Covid in Cina sono diventati dei fogli A4 bianchi, che sono stati esibiti dai manifestanti in diverse in città. Si tratta della più grande ondata di proteste degli ultimi 10 anni nel Paese del Dragone, che hanno preso di mira per la prima volta direttamente il Partito comunista e il presidente Xi Jinping, di cui sono state chieste le dimissioni, insieme a una svolta democratica.

Per questo la stampa estera ha ribattezzato il movimento "la rivoluzione dei fogli bianchi". Secondo alcuni, si tratterebbe di un modo per evitare la censura.

A Shanghai arrestato giornalista della BBC che stava testimoniando le proteste

A Shanghai nel corso delle proteste è stato arrestato un giornalista della BBC che stava testimoniando la manifestazione in corso nella città: è stato rilasciato solo diverso ore dopo il fermo. "La BBC è estremamente preoccupata per il trattamento del giornalista Ed Lawrence, che è stato arrestato e ammanettato mentre copriva le proteste a Shanghai", ha detto un portavoce dell'emittente britannica.

Non solo. Secondo la BBC, Lawrence "è stato trattenuto per diverse ore prima di essere rilasciato. Durante il suo arresto, è stato picchiato e preso a calci dalla polizia. Questo è successo mentre lavorava come giornalista accreditato".

Il giornalista inglese non è stato l'unico ad essere arrestato durante le proteste a Shanghai, come aveva testimoniato poco prima lo stesso reporter sul proprio account Twitter.

"Sono sul luogo della straordinaria protesta anti Covid a Shanghai. Molte persone sono qui riunite a guardare in silenzio. Un sacco di poliziotti", aveva scritto Lawrence.

Fogli bianchi a Pechino contro le restrizioni anti Covid

Nella capitale cinese, presso la prestigiosa Università Tsinghua, circa trecento studenti hanno protestato dopo l'affissione di un foglio bianco.

Inoltre, nelle scorse ore, alcune centinaia di persone si sono radunate lungo il fiume Liangma e nelle aree limitrofe per una veglia in ricordo delle vittime dell'incendio di Urumqi, nello Xinjiang, costato la scorsa settimana la vita a 10 persone in una tragedia imputata proprio alle inflessibili politiche anti-Covid.

A Wuhan i cittadini hanno distrutto i punti dei test Covid

A Wuhan, dove la pandemia è iniziata tre anni fa, i video sui social media hanno mostrato centinaia di residenti scendere in strada, sfondare barricate di metallo, rovesciare tende per i test Covid e chiedere la fine dei blocchi. Le persone in piazza scandiscono lo slogan "È tutto iniziato a Wuhan, finirà a Wuhan".

Nonostante le restrizioni, i contagi hanno superato il bilancio del secondo trimestre, quando Shanghai fu blindata lasciando migliaia di residenti senza beni essenziali. Un terzo degli over 60 non ha ricevuto la terza dose necessaria a contrastare le varianti.

"Durante i primi due anni di pandemia, le persone si sono fidate del governo, credendo che venissero prese le decisioni migliori per tenere al sicuro dal virus la popolazione. Ora – ha commentato Dali Yang, politologo dell’Università di Chicago – i cittadini cinesi fanno sempre più domande difficili e sono diffidenti nel seguire gli ordini della autorità".

 
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