Elezioni in Israele 2026, quando e per cosa si vota: date, candidati e ultimi sondaggi
Il 27 ottobre si terranno le elezioni in Israele. I cittadini sono chiamati a rinnovare la Knesset, il Parlamento nazionale dopo una legislatura segnata dall'attentato del 7 ottobre, dalla guerra a Gaza e dalla crisi in Medio Oriente. Si tratta di un voto decisivo per Benjamin Netanyahu, al governo per gran parte degli ultimi anni 15 anni e in cerca di una riconferma. I sondaggi mostrano una competizione aperta con due blocchi, quello guidato da Netanyahu da una parte e quello del rivale Gadi Eisenkot dall'altra, in condizione di parità. La legge elettorale israeliana prevede un sistema proporzionale puro: per avere la maggioranza occorrerà conquistare almeno 61 dei 120 seggi che compongono la Knesset.
Quando si vota per le elezioni in Israele: date e orari
Si vota in un'unica giornata, martedì 27. La maggior parte dei seggi elettorali sarà aperta dalle 07:00 alle 22:00. Nelle comunità più piccole, negli ospedali, carceri e case di cura – si legge sul sito d'informazione indipendente Hediot – gli orari delle urne andranno dalle 08:00 alle 20:00. Salvo eccezioni gli elettori israeliani potranno votare nei seggi in cui sono registrati a condizione che risultino muniti di un documento di identità valido.
I candidati e i favoriti negli ultimi sondaggi
Quello in Israele è un voto particolarmente decisivo che segnerà un passaggio cruciale per il futuro politico del Paese e per il destino di Netanyahu, sul quale pende un mandato di cattura internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità. I partiti in corsa sono:
- il Likud, il partito di Netanyahu;
- Yashar, formazione guidata da Gedi Eisenkot, principale sfidante del premier uscente;
- B'Yachad, l'alleanza formata dai due ex premier Naftali Bennet e Yair Lapid;
- Yisrael Beiteinu, il partito della destra laica israeliana, guidata da un ex alleato di Netanyahu, Avigdor Lieberman;
- Popolo d'Israele, il partito ultranazionalista di Ofer Winter;
- Ra'am, un partito arabo-israeliano guidato da Mansour Abbas;
- la Lista congiunta, formazione arabo-israeliana;
- i Democratici di Yair Golan;
- il Partito Sionista Religioso, partito di estrema destra capitanato dal ministro delle Finanze e alleato di Netanyahu, Bezalel Smotrich;
- Otzma Yehudit (Potere Ebraico), altra lista di ultradestra guidata da Itamar Ben Gvir, ministro della Sicurezza del governo Netanyahu.
I sondaggi mostrano uno scenario diviso in due blocchi: pro e anti Netanyahu. Il primo, guidato dal premier uscente e dai suoi alleati dell'estrema destra sionista; il secondo, trainato da Eisenkot, al quale i sondaggi assegnano più o meno lo stesso numero di seggi del Likud. Secondo una rilevazione dell'emittente israeliana Channel 13 il blocco di Netanyahu raccoglierebbe circa 55 seggi contro i 50 dell'opposizione. Se le previsioni dovessero essere confermate, nessuna delle due formazioni avrebbe la maggioranza. In quel caso potrebbe rivelarsi fondamentale l'appoggio delle forze di minoranza arabe.
Come si vota in Israele: la legge elettorale
La legge elettorale di Israele si basa su un sistema proporzionale puro a collegio unico nazionale. In parole semplici, esiste un'unica grande circoscrizione elettorale, il che significa che gli elettori votano i partiti, non i candidati locali. I 120 seggi che compongono il Parlamento israeliano vengono assegnati in proporzione ai voti ottenuti e sulla base di liste bloccate, cioè con candidati scelti dai partiti. La soglia di sbarramento è fissata al 3,25%: le liste che rimangono sotto non potranno accedere alla Knesset.
Quando arrivano i risultati
Dopo la chiusura dei seggi, saranno diffusi i risultati. Già nella notte tra il 27 e il 28 ottobre cominciano ad arrivare i primi dati dello scrutinio. Le proiezioni si aggiornano man mano che vengono conteggiati i voti. Nelle ore successive si potrà avere quadro più chiaro della distribuzione dei 120 seggi, anche se il risultato può restare incerto se i blocchi sono vicini. In ogni caso, i risultati ufficiali definitivi verranno pubblicati dalla Commissione elettorale centrale il prossimo 4 novembre.