Cpr di Castel Volturno, lavori aggiudicati nelle ore della protesta: in ventimila sfilano col cardinale Battaglia e il governatore Fico
Una porta chiusa da fuori. Il cardinale Mimmo Battaglia parte da questa metafora, mentre è davanti al Centro Fernandes di Castel Volturno, e dietro di lui migliaia di persone compongono il corteo, aspettando di mettersi in marcia sulla Domiziana, la lunga strada romana che costeggia l'area flegrea e si infila nel territorio casertano: «Diffidiamo di chi ci offre qualcuno da temere al posto di qualcosa su cui poter contare» dice don Mimmo. In queste stesse ore è pubblico il decreto che assegna i lavori: il primo Cpr della Campania non è più solo un progetto, è reale.
Sono ventimila, secondo gli organizzatori, le persone che oggi, sabato 24 ottobre, hanno attraversato il litorale domizio contro il Centro di permanenza per il rimpatrio che il governo vuole realizzare nel Parco umido La Piana. La Questura di Caserta ne stima circa la metà, ma alla partenza. Il corteo si muove alle 13 dal Centro Fernandes e punta verso piazza Annunziata, nel centro storico. In testa uno striscione: «43 milioni spediamoli per casa, reddito, sanità e scuola. No Cpr, né qui né altrove».
Chiesa in prima fila contro il Cpr in Campania
La mobilitazione nasce da un appello della Chiesa campana. A lanciarla, in primavera, è stato monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, che oggi cammina in testa al corteo insieme a Battaglia e al vescovo di Aversa Angelo Spinillo. «Una sicurezza autentica e duratura non si costruisce diffondendo la paura», aveva scritto Lagnese alla vigilia, ribadendo il no ai Cpr «né a Castel Volturno, né altrove». L'arcivescovo di Napoli Battaglia si rivolge direttamente all'esecutivo. Ricorda che nei Cpr si viene privati della libertà senza aver commesso reati, poi chiede: «A chi governa chiedo di fermarsi, di ascoltare questa terra», di rinunciare al progetto e di superare l'intero sistema dei centri. «Lo chiedo da prete, con il Vangelo aperto».
Il cardinale parla di chi raccoglie quello che arriva sulle nostre tavole e assiste i nostri anziani, persone accettate finché lavorano e trattate come un problema quando chiedono un contratto, una casa, un documento. «Finché si piegano, c'è posto», sintetizza. Poi l'affondo sui simboli religiosi: esibire il crocifisso mentre si alimenta il disprezzo per lo straniero, dice, è un tradimento che bisogna avere il coraggio di chiamare per nome.
E sul territorio, segnato dalla strage di camorra del 2008 e dallo sfruttamento nei campi, Battaglia è netto: «Il problema non sono gli immigrati. È la camorra, sono le mafie che continuano a divorare i territori». Una frase raccoglie l'applauso più lungo: «È più facile costruire un recinto che aprire una scuola».
Roberto Fico: Ricorreremo in tutti i modi
Accanto ai vescovi c'è il presidente della Regione Campania, Roberto Fico. «Costruire il Cpr a Castel Volturno vuol dire non conoscere il territorio, è un danno incredibile», dice alla partenza. Poi annuncia lo scontro legale con il governo: «Ricorreremo in tutti i modi, rivolgendoci al giudice civile o amministrativo», e anche con la «resistenza passiva e pacifica tutti insieme».
La Regione si è già mossa sul piano amministrativo, dichiarando Zona di protezione speciale 4.028 ettari di aree agricole tra Castel Volturno e Cancello Arnone, che comprendono i terreni della Piana. «La Regione è contro il Cpr qui a Castel Volturno ma anche altrove», ribadisce Fico. Con lui erano annunciati gli assessori Andrea Morniroli, Claudia Pecoraro e Fiorella Zabatta. Presente anche la pattuglia del Movimento Cinque Stelle, coi parlamentari Dario Carotenuto, Antonio Caso, il consigliere regionale Raffaele Aveta.
Sindacati, Ong e migranti sfilano in corteo
Sulla Domiziana sfilano oltre 230 realtà aderenti: Emergency, Libera, Legambiente, Medici Senza Frontiere, ActionAid, Mediterranea Saving Humans, la Caritas. Solo da Napoli sono partiti quasi 30 pullman, altri sono arrivati da Milano, Bologna, Torino, Firenze, Roma, Padova, dalla Basilicata e dai ghetti dei braccianti del Foggiano. Tantissimi i migranti, che scandiscono «No Cpr» e «permesso di soggiorno subito».
«Siamo scesi in piazza perché oggi inizia una battaglia fondamentale contro quella che riteniamo essere l'ennesima provocazione», dice Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania. Per il sindacato spendere 43 milioni per quello che Ricci definisce un «carcere a cielo aperto» è inaccettabile in un territorio che ha bisogno di sanità e servizi. In corteo anche una delegazione del Partito democratico con l'europarlamentare Sandro Ruotolo , i deputati Stefano Graziano, Valeria Valente, Susanna Camusso e Rachele Scarpa, che da 4 anni svolge visite ispettive nei Cpr in Italia e in Albania.
Alla vigilia, a Fanpage.it Scarpa, aveva descritto quei centri come luoghi di «una quantità di sofferenza inimmaginabile, prodotta solo per propaganda». In corteo anche il segretario regionale campano Dem Piero De Luca, con lui, i consiglieri regionali Marco Villano, Bruna Fiola e Giorgio Zinno.
Mimma D'Amico, del centro sociale Ex Canapificio di Caserta, tra gli organizzatori, ha già annunciato i prossimi passi: una diffida legale firmata dagli abitanti di Castel Volturno e nuove mobilitazioni sul territorio. Il conto alla rovescia, intanto, è partito: la cordata ha 120 giorni per consegnare il progetto, che dovrà poi passare dalla Conferenza dei servizi. «Da domani dobbiamo dare un seguito concreto a questo no», ha detto Battaglia.
Il progetto e la gara del Cpr di Castel Volturno
Cosa siano i Cpr è ormai tristemente noto: sono le strutture in cui vengono trattenuti i cittadini stranieri destinatari di un provvedimento di espulsione, in attesa che il rimpatrio venga eseguito. Non sono carceri, poiché chi ci finisce non sconta una condanna penale, ma una detenzione amministrativa che può durare mesi. Negli ultimi 8 anni nei Cpr italiani sono morte 19 persone, alcune per suicidio, altre per un mix di psicofarmaci. Proprio in questi giorni un articolo sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet sostiene che nei Cpr italiani i migranti siano più a rischio di morte prematura, esposti a malattie infettive, non trasmissibili e a problemi mentali.
Quello di Castel Volturno avrà 120 posti e, secondo la sconcertante proposta progettuale allegata alla gara, la forma di un Panopticon: celle disposte a raggiera e un ballatoio rialzato per la sorveglianza dall'alto. La procedura di gara si è chiusa il 20 ottobre, quattro giorni prima del corteo. Delle 19 offerte arrivate a Invitalia, la centrale di committenza che lavora per il ministero dell'Interno, vince quella della cordata guidata dalla Ge.Di Group di Altamura, parte del consorzio stabile Conpat, con lo studio napoletano Alberto Izzo & Partners, le società casertane Suburbia.Mode e Campagnuolo & Associati e la Geomed di Scafati. Il ribasso è del 25%: dalla base d'asta di 43,3 milioni si scende a 31,4 milioni di euro.
Il decreto specifica che la procedura è «in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale», come previsto dal decreto Cutro, che equipara i Cpr alle opere per la difesa nazionale. Tradotto: i requisiti dell'impresa vincitrice saranno verificati a lavori in corso e sui 63 ettari della Piana, zona di passaggio degli uccelli migratori, non è prevista la Valutazione di impatto ambientale. Il progetto va consegnato entro 120 giorni, il cantiere può durare al massimo 540. Se i tempi saranno rispettati, il Cpr aprirà entro la fine del 2028.