Occupato il liceo Tito Lucrezio Caro di Fuorigrotta contro il Cpr di Castel Volturno
«Distruggete Cpr, non la scuola». Lo striscione campeggia sulla facciata del Liceo Tito Lucrezio Caro di Fuorigrotta occupato dagli studenti nella mattinata di oggi, 7 ottobre. L'azione di protesta è promossa dal Collettivo Settimo e dal Coordinamento Kaos. Al centro della protesta c'è il Centro di permanenza per il rimpatrio che dovrebbe sorgere a Castel Volturno, nel Casertano, a pochi chilometri dalla città. Gli studenti legano la vicenda alla condizione dell'edilizia scolastica e al dibattito sul tetto agli studenti stranieri nelle classi. «In un clima in cui si vuole limitare il numero massimo di studenti stranieri per classe, in cui scuole e ospedali cadono a pezzi a causa di una enorme scarsità dei fondi pubblici, e in cui a pochissimi chilometri da noi si costruisce un lager di stato, comunemente chiamato Cpr, prendere una posizione chiara per noi è un obbligo», spiegano i ragazzi dei due collettivi.
I promotori descrivono l'occupazione come una scelta di principio. «La nostra opzione è una scuola pluralista, multiculturale ed inclusiva, uno spazio sicuro culturalmente ma anche fisicamente – dicono, rivendicando – scuole più curate, in cui gli studenti non rischiano che i calcinacci del tetto o di un muro gli cadano addosso». Il bersaglio dichiarato, però, è un altro. «Più di ogni cosa, noi ci stiamo opponendo alla costruzione del Cpr di Castel Volturno, e all'interno piano della costruzione di un Cpr per regione», affermano gli studenti. Che aggiungono: «La violenza e l'intolleranza di quelle strutture non è minimamente compatibile con una società democratica, interessata al valore delle vite umane e alla dignità di queste». Il costo della struttura supera i 40 milioni di euro. «Soldi che potrebbero essere utilizzati per le infrastrutture di Castel Volturno, o essere parte di un piano più grande», sostengono