Cuba, nuovo blackout totale: il secondo in meno di una settimana, Isola in ginocchio

Cuba di nuovo in ginocchio nella giornata di oggi, domenica 22 marzo, a causa del secondo blackout totale a livello nazionale in appena una settimana e del terzo in questo mese. Nella capitale L'Avana la corrente ha cominciato a mancare prima del tramonto di ieri, poco prima delle 18:30, ma molte zone sono rimaste senza corrente anche oggi.
L'isola caraibica, già da decenni sotto embargo da parte statunitense, sta vivendo i suoi momenti più difficili a causa del blocco petrolifero imposto da Washington che di fatto sta rendendo impossibile ogni tipo di attività a causa della scarsità di carburante e delle conseguenti disconnessioni della rete elettrica nazionale. Quest'ultima è collassata lasciando al buio circa 10 milioni di persone sabato pomeriggio. "La rete elettrica nazionale ha subito un blackout totale. Le procedure di ripristino sono già in corso", ha annunciato infatti nel pomeriggio di ieri il ministero dell'Energia cubano.
In realtà il Blackout è proseguito per diverse lunghe ore durante le quali quasi tutta l'isola è rimasta al buio ad eccezione di qualche isolato edificio che possedeva scorte di carburante per attivare i generatori di emergenza. "La disconnessione totale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) si è verificata dopo lo spegnimento dell'Unità n. 6 di Nuevitas. Da quel momento, si è verificato un effetto a cascata sulle macchine che erano in funzione. In quel momento, è stato implementato un protocollo per il ripristino graduale" ha spiegato la società statale dell'energia elettrica, indicando come fonte del guasto la centrale termoelettrica a Camaguey.
Le attività di ripristino sono proseguite per tutta la notte e anche per la giornata di domenica durante la quale molte zone dell'isola sono rimaste senza corrente elettrica. I lavori di ripristino infatti diventano sempre più difficili a causa di impianti e infrastrutture obsolete e del blocco petrolifero statunitense che sta stringendo in una morsa Cuba dopo la deposizione del leader venezuelano Maduro che assicurava approvvigionamenti energetici all'Isola.
Si tratta del terzo grande blackout del mese, dopo quello del 4 marzo e del 16 marzo. Le interruzioni infatti sono diventate sempre più frequenti, generando grossi problemi a catena: l’acqua potabile infatti non arriva perché le pompe sono elettriche e i rifiuti si accumulano nelle strade perché non ci sono camion.
"Speriamo davvero che il carburante arrivi a Cuba in un modo o nell'altro e che questo boicottaggio imposto dagli Stati Uniti non duri e non possa essere mantenuto indefinitamente", ha dichiarato il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío. Speranza che però si scontra con le affermazioni dell'amministrazione statunitense di Donald Trump che proprio questa settimana ha ipotizzato addirittura di prendere Cuba.