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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans Montana, Jacques Moretti esce dal carcere: è stata pagata la cauzione di 200mila franchi

Jacques Moretti, proprietario del ‘Le Constellation’ a Crans-Montana, lascerà presto il carcere di Sion, dove era detenuto dal 9 gennaio. Rimarrà però sottoposto a misure restrittive. La cauzione è stata pagata da “un amico stretto”. L’incendio del locale la notte di Capodanno ha causato 40 morti e 116 feriti.
A cura di Biagio Chiariello
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Jacques Moretti
Jacques Moretti
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Il tribunale di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation a Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Il 47enne era stato arrestato lo scorso 9 gennaio.

La decisione del Tribunale delle misure coercitive è stata presa a seguito di una nuova valutazione del rischio di fuga e dopo aver verificato l’origine dei fondi della cauzione e i rapporti con la persona che l’ha versata.

La cauzione di 200.000 franchi svizzeri (circa 215.000 euro) è stata pagata da un “amico stretto” dell’imputato, che ha chiesto di rimanere anonimo. La cifra, definita dalla Procura della Repubblica e considerata "adeguata e deterrente", è stata depositata oggi sul conto dell’autorità giudiziaria.

Nonostante la scarcerazione, l’uomo rimarrà sottoposto a misure cautelari alternative per prevenire il rischio di fuga. Tra queste figurano il divieto di lasciare il territorio svizzero, l’obbligo di depositare tutti i documenti di identità e di soggiorno presso la Procura, e la presentazione quotidiana a una stazione di polizia. Viene inoltre previsto l’obbligo di firma periodica.

Jacques Moretti e sua moglie, Jessica Moretti, sono entrambi indagati nell’ambito di un procedimento penale per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. “Attualmente, solo i gestori risultano indagati. Tuttavia, il Ministero Pubblico si riserva il diritto di estendere l'istruttoria a chiunque altro possa avere una responsabilità penale”. Lo precisa, in una nota, la procuratrice generale del Cantone del Vallese, Beatrice Pilloud.

L’incendio, scoppiato alle 1:26 della notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, ha devastato il locale provocando la morte di quaranta persone, soprattutto giovanissimi – tra cui sei ragazzi italiani – e il ferimento di altre 116, settanta delle quali sono ancora ricoverate in ospedale.

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