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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans-Montana, Jacques Moretti il giorno dopo la strage: “Il personale non era formato per gestire l’incendio”

Dai lavori di ristrutturazione ai mancati controlli nel Constellation: cosa ha detto agli inquirenti Jacques Moretti subito dopo la strage di Crans-Montana. “Il personale non era formato per gestire questo tipo di eventi”, si legge nell’ordinanza.
A cura di Eleonora Panseri
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Jacques Moretti
Jacques Moretti
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È durata quasi 2 ore la prima audizione di Jacques Moretti, il gestore del locale Le Constellation arrestato pochi giorni fa e indagato insieme alla compagna Jessica per omicidio, lesioni e incendio colposi nell'ambito dell'inchiesta per la strage di Capodanno a Crans-Montana. 

Il verbale è datato 1 gennaio 2026 ed è contenuto nell'ordinanza della Procura svizzera che sta indagando sull'accaduto. Ora di inizio, ore 11.40; l'audizione si è poi conclusa intorno alle 14.30, quando all'uomo sono state rilette le sue dichiarazioni.

Le domande poste dagli inquirenti in quell'occasioni sono puntuali e precise, molte si concentrano sulla gestione degli ingressi e sulla sicurezza del bar dove hanno perso la vita oltre 40 persone, tra cui sei giovanissimi italiani.

Moretti ha parlato di controlli mancati e materiali infiammabili all'interno di un locale dove la sera di Capodanno era presente un gran numero di minorenni, non tutti accompagnati, come teoricamente previsto dalle disposizioni dello stesso gestore.

In questo contesto, un elemento che colpisce nell'audizione di Moretti. All'uomo viene chiesto: "Gli impiegati del Constellation sono formati per la gestione nel locale di eventi come un incendio?". La risposta è secca: "No".

Cosa ha detto sui lavori di ristrutturazione e sulla gestione della sicurezza

Moretti inizia l'audizione parlando dei lavori di ristrutturazione eseguiti circa 10 anni prima. Il primo elemento importante è quello della schiuma fonoassorbente che ricopriva il soffitto, da dove sarebbero partite le fiamme.

Il rogo, come mostrano alcuni video, sarebbe stato causato dalle candele pirotecniche posizionate all'interno di alcune bottiglie portate da una cameriera. Nelle immagini si vede la ragazza, sulle spalle di un collega, avvicinare le scintille al soffitto che ha preso subito fuoco.

"Sul soffitto c'è della schiuma fonoassorbente. C'è sempre stata ma l'abbiamo sostituita con quella attuale circa 10 anni fa", spiega il gestore. "Sono stato io stesso a sostituire la schiuma, ho tolto quella vecchia e l'ho sostituita con quella che ho acquistato da Hornbach (catena tedesca di negozi di bricolage, ndr). Non è stata un'operazione complessa".

Nell'audizione Moretti parla anche di un altro aspetto molto importante per le indagini, emerso anche nelle scorse settimane: i controlli sulla sicurezza del Constellation. Come confermato dal gestore, i Vigili del fuoco nei 10 anni successivi ai lavori di ristrutturazione avrebbero eseguito "circa due o tre controlli".

"Mi sembra che l'ultimo sia stato effettuato prima del Covid, ma non ne sono sicuro", ricorda ancora. Questo fatto è stato confermato pochi giorni dopo dal Comune di Crans-Montana che ha ammesso di non aver effettuato alcuna ispezione tra il 2020 e il 2025.

Moretti ha parlato delle candele pitotecniche

Quando gli viene chiesta la possibile causa dell'incendio, lo stesso Moretti parla delle scintille prodotte dalle candele pirotecniche. Ma aggiunge: "Possono essere state le scintille, ma anche altro. Non penso siano così potenti da infiammare la schiuma fonoassorbente. Ho fatto dei test".

Da anni il Constellation usava le candele pirotecniche, conservate dietro il bar, "durante i compleanni, per esempio, o se i clienti ne facevano esplicita richiesta", ricorda il gestore del locale.

La selezione all'ingresso rispetto all'età dei clienti

Gli inquirenti fanno domande anche sui controlli legati all'età dei clienti. Tantissime vittime del rogo erano infatti ragazzi e ragazze minorenni, come i sei italiani che hanno perso la vita a Crans-Montana, tutti di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Nel rogo è morto anche un 14enne.

Moretti spiega: "Abbiamo il divieto di fare entrare persone sotto i 16 anni. E per le persone tra i 16 e i 17 anni è obbligatorio che siano accompagnati da un maggiorenne. In questi casi, sono obbligati a consumare solo champagne, non alcolici più forti".

"Sono queste le indicazioni che ho dato al personale della sicurezza. […] Si fa il massimo per fare in modo che siano rispettate. Ma tra le carte d'identità false e altri cose di cui non sono al corrente, possono esserci dei malfunzionamenti in questo sistema".

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