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Conflitto Israelo-Palestinese

Cos’ha scoperto la commissione d’inchiesta ONU sui crimini commessi da Israele a Gaza e sul 7 ottobre

La Commissione Indipendente d’Inchiesta istituita dall’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani ha pubblicato ieri un report sui crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi il 7 ottobre in Israele e nei mesi successivi nella Striscia di Gaza. Ecco cosa è stato scoperto.
Intervista a Professor Luigi Daniele
Docente di Diritto dei conflitti armati e diritto internazionale penale alla Nottingham Trent University.
A cura di Davide Falcioni
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"Sterminio, persecuzione di genere contro uomini e ragazzi palestinesi, omicidio volontario, trasferimento forzato, tortura e trattamenti inumani e crudeli". Sono i crimini contro l'umanità commessi da Israele nella Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre, secondo la Commissione Indipendente d'Inchiesta istituita dall'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani. Il report dei commissari, pubblicato ieri, costituisce un vero e proprio catalogo degli orrori confermando che la risposta di Israele agli attacchi di Hamas ha assunto fin dall'inizio la forma di una "punizione collettiva" alla popolazione civile palestinese. A spiegare a Fanpage.it le risultanze del lavoro degli investigatori dell'ONU il professor Luigi Daniele, docente di Diritto dei conflitti armati e diritto internazionale penale alla Nottingham Trent University.

Il professor Luigi Daniele
Il professor Luigi Daniele

ONU sul 7 ottobre: "Alcune accuse false, inesatte o contraddittorie"

Partiamo dal 7 ottobre, il giorno in cui Hamas ha sferrato una serie di attacchi in territorio israeliano uccidendo 1.154 persone, tra civili e militari, sia israeliani che stranieri. "La Commissione d'inchiesta dell'ONU – spiega Luigi Daniele – ha confermato che Hamas ha intenzionalmente ucciso, rapito e diretto violenza armata contro civili israeliani, commettendo crimini di guerra. La Commissione afferma anche che si sono verificati episodi di gender-based violence e abusi, come aver denudato e ferito donne prese in ostaggio, o aver esibito i corpi di donne uccise come trofei. Tuttavia, i commissari sostengono anche di non essere stati in grado di verificare le accuse di stupro. I commissari ribadiscono anche che le indagini su questi episodi non sono state consentite dalle autorità israeliane. La domanda è come mai l'esecutivo israeliano non consenta alla Commissione, così come agli investigatori della Procura della Corte penale internazionale, di fare luce su tali vicende. Ciò sarebbe fondamentale proprio al fine di contrastare il consolidarsi di un clima di post-verità e di negazionismi o apologie di crimini internazionali".

Il passaggio del report ONU pubblicato ieri a cui fa riferimento il professor Daniele è al paragrafo 26 del rapporto, che recita: "La Commissione ha esaminato le testimonianze ottenute dai giornalisti e dalla polizia israeliana riguardo lo stupro, ma non è stata in grado di verificare in modo indipendente tali accuse, a causa del mancato accesso alle vittime, ai testimoni, ai luoghi del crimine e a causa dell'ostruzione delle indagini da parte delle autorità israeliane. La Commissione non è stata in grado di esaminare la versione non modificata di tali testimonianze. Per gli stessi motivi, la Commissione non ha potuto verificare nemmeno le denunce di torture sessuali e mutilazioni genitali. Inoltre, la Commissione ha ritenuto che alcune accuse specifiche fossero false, inesatte o contraddittorie con altre prove o dichiarazioni e le ha scartate dalla sua valutazione".

Applicata la Hannibal Directive: ostaggi uccisi da forze israeliane il 7 ottobre

Sempre in merito al 7 ottobre, rileva Luigi Daniele, "la Commissione afferma che il governo di Israele ha fallito nel proteggere i civili nelle aree attaccate da Hamas e conclude di ritenere (paragrafi 36 e 37) sia stata applicata la cosiddetta Hannibal Directive, direttiva militare che – al fine di scongiurare la presa di ostaggi israeliani da parte di gruppi armati palestinesi – prevede la possibilità di aprire il fuoco sui veicoli che trasportano gli ostaggi stessi. La Commissione sostiene che almeno 13 civili il 7 ottobre sono stati uccisi da fuoco delle IDF. Ovviamente queste considerazioni della Commissione d'inchiesta non negano, né sminuiscono la scala degli orrori commessi il 7 ottobre, ma illuminano dettagli particolarmente inquietanti, rafforzando la necessità di indagini terze e imparziali su quello che avvenne quel giorno. Cosa dovuta soprattutto ai familiari delle vittime israeliane".

Commessi crimini di guerra e crimini contro l'umanità

Per quanto riguarda la risposta israeliana agli attacchi del 7 ottobre le conclusioni della Commissione d'Inchiesta istituita dall'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani sono molto chiare. L'esercito e il governo di Tel Aviv hanno commesso in maniera sistematica crimini di guerra e crimini contro l'umanità. "Sgombrando il campo da equivoci giuridici e frodi semantiche, gli investigatori concludono che le armi utilizzate nella gran parte degli attacchi, la densità di popolazione nelle aree attaccate, l'aver raso al suolo interi quartieri residenziali costituiscono attacchi intenzionali alla popolazione civile. Impossible, dunque, secondo la Commissione, affermare che le decine di migliaia di vittime civili palestinesi siano un cosiddetto ‘danno collaterale', o peggio una popolazione di ‘scudi umani' (tale affermazione costituisce, a parere della Relatrice Speciale Albanese, un vero e proprio tropo di stampo genocida, che postula l'uccidibilità di tutti i civili palestinesi). Ciascuno di questi attacchi, inoltre, preso singolarmente, è qualificabile come ‘crimine di guerra'. Ciò che la Commissione d'inchiesta rileva tuttavia è la sistematicità di questi crimini, il fatto cioè che siano stati commessi nell'ambito di una politica militare dello stato d'Israele. Per questa ragione la Commissione conclude che – essendo tali crimini parte di un attacco esteso e sistematico contro una popolazione civile – siano crimini contro l'umanità".

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Il report della Commissione d'Inchiesta dell'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani conclude anche che Israele ha commesso crimini di "gender persecution" su giovani adulti maschi palestinesi (paragrafo 84). "La Commissione – afferma il professor Luigi Daniele – condanna gli oltraggi alle dignità personale come far denudare e sfilare per le strade di Gaza centinaia di civili palestinesi arbitrariamente privati della libertà, facendo riferimento anche a immagini e video pubblicati sui social network dagli stessi responsabili di queste azioni. Tali condotte costituiscono una rappresaglia illegale e indiscriminata contro la popolazione maschile palestinese".

Perché il report non menziona mai il crimine di genocidio

Il report pubblicato dalla Commissione d'Inchiesta dell'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani non menziona mai il crimine di genocidio, per cui lo stato di Israele è invece alla sbarra alla Corte Internazionale di Giustizia, accusato dapprima dal Sudafrica e, negli ultimi mesi, anche da Nicaragua, Libia, Colombia e Stato di Palestina, intervenuti nel caso, così come dalla Turchia e dalla Spagna, che hanno annunciato il proprio intervento imminente.

"La Commissione si focalizza solo sulle dichiarazione della leadership israeliane affermando che si tratta di probabili istigazioni al genocidio, intimando a tutti gli attori della comunità internazionale di prevenire e punire queste condotte; i Commissari sottolineano inoltre, nelle conclusioni, l'intimazione ad Israele a conformarsi immediatamente alle numerose misure cautelari ordinate dalla CIG contro le plausibili violazioni della Convenzione sul Genocidio".

Un bombardamento a Gaza
Un bombardamento a Gaza

Ma perché la Commissione d'Inchiesta non ha indagato in questo report anche il potenziale crimine di genocidio che Israele sta commettendo a Gaza? "Il mio parere – spiega Daniele – è che la commissione abbia scelto di non concentrarsi in questa fase sul crimine di genocidio perché consapevole dell'alta probabilità di trovarsi di fronte a una valanga di crimini di guerra e crimini contro l'umanità. È verosimile che il prossimo report, che verrà presentato in autunno, darà ampio spazio a indagini sulla commissione di diverse condotte di genocidio, anzitutto l'inflizione di condizioni di vita intese a causare la distruzione del gruppo vittima. Tragicamente, la FAO e il WFP prevedono 1 milione e 100 mila palestinesi in fase 5, massima letalità nella scala di classificazione internazionale, di una carestia mortale entro metà luglio, e tutto il resto della popolazione di Gaza in fase 4, in cui muoiono di stenti i più vulnerabili, cosa che sta già accadendo".

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