Cosa sta succedendo in Messico dopo la morte di “El Mencho”: 26 vittime. Farnesina: “Evitare spostamenti”

Il Messico è nel caos: un'ondata di disordini e violenze è esplosa nelle ultime ore dopo l'uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto anche come "El Mencho", il re del traffico di droga – a capo del potente cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG) – morto ieri dopo essere rimasto gravemente ferito negli scontri tra i suoi sostenitori e l'esercito. Le rappresaglie per l'omicidio di "El Mencho" non si sono fatte attendere e hanno investito almeno una dozzina di stati, causando la morte di almeno 26 persone: tra le vittime civili figura una donna al terzo mese di gravidanza. Morti anche 17 agenti delle forze dell'ordine: quindici membri della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una guardia carceraria. Sul fronte criminale si registrano otto decessi.
Il CJNG ha letteralmente messo a ferro e fuoco numerose città messicane: per tutta la giornata di ieri è stata segnalata la presenza di uomini armati nelle strade di Jalisco e di altre località, mentre testimoni oculari hanno filmato auto, negozi e filiali bancarie in fiamme e violenti scontri con le forze dell'ordine. Il governatore Pablo Lemus Navarro ha dichiarato il codice rosso in tutto lo stato, sospendendo tutti i trasporti pubblici e annullando eventi di massa e lezioni scolastiche in presenza, mentre numerosi turisti hanno riferito all'agenzia di stampa Reuters che Puerto Vallarta è di fatto una "zona di guerra".

La stessa Fanesina, in una nota diramata ieri e pubblicata sul sito Viaggiare Sicuri, ha confermato che "si registrano scontri ed operazioni di sicurezza in diversi Stati: si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali, evitando spostamenti non essenziali. L'Ambasciata d'Italia a Città del Messico rimane reperibile al numero 00525554372596, per gravi emergenze".
L'uccisione di El Mencho ha rappresentato un durissimo colpo per il narcotraffico: ex agente di polizia di 59 anni, l'uomo era a capo di una vasta organizzazione criminale responsabile del traffico di enormi quantità di cocaina, metanfetamina e fentanyl negli Stati Uniti e non solo. Il Dipartimento di Stato americano aveva offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari a chiunque avesse fornito informazioni che avrebbero portato alla sua cattura.
Il Ministero della Difesa messicano ha dichiarato in una nota che l'operazione che ha portato alla morte del "narcos" è stata "pianificata ed eseguita" dalle forze speciali del Paese. Intanto la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha dichiarato che c'è stato un "assoluto coordinamento" tra i funzionari statali e federali nella risposta alla violenza che sono scaturite in seguito, esortando la popolazione a restare "calma e informata". La presidente ha aggiunto che "nella maggior parte del Paese le attività procedono normalmente", anche se diverse compagnie aeree hanno cancellato i voli per Jalisco, tra cui Air Canada, United Airlines e American Airlines.