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Cosa potrebbe essere accaduto all’aereo russo abbattuto a Belgorod, secondo il generale Tricarico

Il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Italiana: “Verosimile che la NATO abbia fornito a Kiev informazioni sull’aereo abbattuto. Ma solo un’indagine indipendente potrà stabilire se trasportava missili oppure prigionieri ucraini”.
Intervista a Generale Leonardo Tricarico
Ex Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Italiana.
A cura di Davide Falcioni
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Un aereo da trasporto militare russo Ilyushin Il-76 è stato abbattuto questa mattina nella zona di Belgorod, al confine con l’Ucraina. Secondo Vyacheslav Volodin, presidente della Duma russa, il velivolo trasportava 65 prigionieri di guerra ucraini che dovevano essere scambiati con altrettanti russi, mentre secondo il presidente della commissione Difesa della Duma, Andrei Kartapolov, l'Il-76 sarebbe stato abbattuto da "tre missili, o Patriot oppure Iris-T", i primi di fabbricazione americana e i secondi di fabbricazione tedesca.

Diametralmente opposta la versione fornita da Kiev, che dopo aver rivendicato l’attacco ha aggiunto che l'aereo trasportava missili verso basi "da dove i russi spesso attaccano Kharkiv e la regione". Secondo Rbc Ucraina, i russi ammettono che l'aereo è precipitato ma forniscono una "loro versione secondo cui a bordo c'erano 65 militari ucraini catturati", oltre a sei membri dell'equipaggio e altri tre militari". Tale versione, per Kiev, sarebbe falsa.

Solo un’indagine indipendente potrà fare piena luce su quanto accaduto. Tuttavia Fanpage.it ha chiesto un parere al generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare italiana, per comprendere quale potrebbe essere stato il ruolo della NATO nella vicenda e se, invece, possa essersi trattato di un tragico errore.

Il Generale Leonardo Tricarico
Il Generale Leonardo Tricarico

Generale, che tipo di aereo è l'Ilyushin Il-7 abbattuto questa mattina sui cieli russi?

Gli Ilyushin Il-76 sono aerei cargo prodotti dai russi in diverse versioni e naturalmente la questione principale, a questo punto, è stabilire cosa trasportasse il velivolo abbattuto oggi: se prigionieri ucraini, come ha dichiarato Mosca, oppure missili, come affermato da Kiev nella rivendicazione dell'attacco. Quel che è certo, comunque, è che solo un'indagine seria ed indipendente potrà fare piena luce su quanto avvenuto questa mattina stabilendo non solo cosa trasportava l'aereo, ma anche le cause esatte dell'abbattimento. Non dimentichiamo infatti che la "firma" di un missile è sempre riconoscibile dall'analisi dei rottami. E mi permetta un inciso: questo dovrebbe far riflettere anche sulla tragedia di Ustica, per la quale ancora si insiste a dire che il DC-9 venne centrato da un missile sebbene sul relitto non vi sia nessuna traccia di questa circostanza.

L'area al confine tra l'Ucraina e la Russia è sorvegliata da velivoli della NATO…

Dopo l'invasione dell'Ucraina in quella zona vi è stato un significativo irrobustimento delle capacità di difesa della NATO e va specificato che l'Italia, sotto questo aspetto, ha un ruolo determinante. Il nostro Paese infatti da anni sta inviando in quella zona aerei intercettori, e siamo indubbiamente la nazione che più di tutte ha contribuito al rafforzamento delle capacità di sorveglianza in quell'area. I nostri velivoli sono sistematicamente dislocati in Romania, Islanda, Polonia e Paesi Baltici.

Cosa significa quello che ci sta dicendo? 

Che l'occhio della NATO in quell'area è molto vigile e fino ad oggi ha consentito all'Ucraina di neutralizzare al 100% le incursioni russe. Se questo risultato è stato raggiunto un contributo molto significativo è stato offerto anche da parte dell'Italia. Ma oltre questo, naturalmente, non posso spingermi.

L'Ilyushin Il-76 tuttavia non è precipitato in territorio ucraino, bensì russo.

Sì, nella zona di Belgorod, non molto lontana dal confine. Gli ucraini hanno rivendicato l'attacco e sicuramente erano in grado di compiere un'azione di questo genere. Si tratta di un atto di guerra avvenuto in territorio russo, e si tratta di un'anomalia importante dal momento che finora le "regole d'ingaggio" imposte a Kiev dalla NATO prevedevano il divieto assoluto di condurre attacchi in territorio nemico, pena l'interruzione di forniture militari. E qui torniamo alle "regole del gioco": nell'area di confine tra Russia e Ucraina volano in continuazione nostri aerei da guerra che intercettano sistematicamente aerei russi di ogni natura, dai cargo ai caccia. Le regole che la NATO sta rispettando è che non viene autorizzato l'abbattimento di nessun velivolo, se non in due casi: per autodifesa o per neutralizzare un atto potenzialmente ostile. In nessun altro caso la NATO autorizza il fuoco verso un altro velivolo.

Lei ha parlato delle regole che i Paesi NATO sono tenuti a rispettare. Tuttavia l'Ucraina non è un membro della NATO. È possibile quindi che l'Alleanza Atlantica abbia indicato a Kiev che l'Ilyushin Il-76 andava abbattuto?

Non solo è possibile, ma è verosimile. Ripeto: il contributo della NATO alla sorveglianza degli spazi aerei è costante e quotidiano, oltre che efficace. E la NATO condivide sistematicamente le informazioni in suo possesso con l'Ucraina.

Se questo fosse vero, significherebbe che la versione russa – secondo cui l'aereo avrebbe trasportato prigionieri ucraini – sarebbe inverosimile. O che gli ucraini hanno colpito dei loro connazionali…

Qui mi fermo perché si entra in un ambito diverso, quello della guerra di informazione. Ripeto: non sappiamo ancora con certezza cosa trasportava quel velivolo: se missili oppure cittadini ucraini.

Non dovrebbe essere difficile scoprirlo: se l'aereo trasportava dei prigionieri verranno recuperati resti umani. Se trasportava missili verranno recuperati pezzi di metallo.

Certo. I russi ci facciano vedere i resti dei prigionieri morti. E gli ucraini ci mostrino invece i resti dei missili. Dubito però che questo accadrà.

Potrebbe essersi trattato di un errore o di un incidente involontario?

Sì, è possibile e non si tratterebbe del primo caso, né dell'ultimo. Quando ci sono condizioni di guerra una delle attività più complesse, per le quali la macchina deve essere perfettamente oliata, è quella della discriminazione del traffico civile da quello militare. Questa operazione avviene in modo sicuro quando i tecnici che seguono il traffico civile si parlano con quelli che si occupano del traffico militare. Quando ciò non succede, e può capitare nel corso di un conflitto, errori o incidenti sono sempre dietro l'angolo. Ripeto: sia un'indagine indipendente a stabilire cosa è accaduto sui cieli di Belgorod.

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